Repressione senza sovversione
Manifestare diventa un reato, misure cautelari per sei pro Pal a Milano
Il gip impone obbligo di dimora e di firma ai manifestanti in seguito agli scontri del 22 settembre: “Si sono ribellati all’ordine costituito”
Cronaca - di Frank Cimini
Dopo Torino, Milano. Va in scena e in onda la solita repressione senza sovversione sulle manifestazioni di piazza in solidarietà in questo caso con la resistenza palestinese. Per capire che siamo di fronte ancora una volta a un problema politico trasformato in giudiziario basta leggere le parole con cui il gip motiva sei misure cautelari tra obblighi di dimora e di firma in relazione agli scontri del 22 settembre scorso.
Scrive il giudice delle indagini preliminari Giulia D’Antoni: “Le condotte assunte in occasione della manifestazione del 22 settembre 2025 costituiscono espressione di un modo ostile di percepire le istituzioni dello Stato e in particolare modo le forze dell’ordine nonché di ravvisare nella tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza un limite alla libera manifestazione del pensiero”. Per il gip c’è il pericolo che gli indagati possano ripetere azioni di guerriglia urbana che non sarebbero stati frutto “di un episodio scatenante ma di un radicato risentimento nutrito da parte degli esponenti dei centri sociali e dei gruppi antagonisti nei confronti della polizia”. Gli scontri sarebbero stati “lo sfogo di un istinto di ribellione nei confronti delle forze dell’ordine e in particolare dell’ordine costituito”. Nei confronti di altri otto indagati (il numero complessivo è di 27) il giudice ha deciso per l’interrogatorio preventivo fissato per il 25 marzo prossimo. Il gip dovrà valutare le richieste di arresti domiciliari formulate dalla procura.
Nell’ordinanza si scrive di una rivolta durata quasi due ore, di “agenti aggrediti dalla folla” e delle analisi dei filmati che hanno portato all’identificazione degli indagati. Il giudice ricorda i trascorsi politici dei presunti responsabili degli incidenti. C’è chi aveva preso parte a manifestazioni contro la realizzazione e della Tav. Poi un ragazzo “che fa parte di un gruppo di writer noto per i propri graffiti a tema politico”. Le misure sono di obbligo di dimora nel comune di residenza con divieto di uscire di casa tra le 21e le 7. Sono in corso indagini “sul gruppo di facinorosi che a volto travisato hanno commesso i fatti più gravi di danneggiamento e violenza”. Insomma, ci saranno altre puntate su “gravi reati di piazza, oltraggio e resistenza aggravata a pubblico ufficiale, lesioni gravi o gravissime”.