Gli effetti della guerra in MO

Caro benzina, Meloni si sveglia e convoca il Consiglio dei ministri: sul tavolo c’è un taglio delle accise

Economia - di Redazione

18 Marzo 2026 alle 17:49

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Caro benzina, Meloni si sveglia e convoca il Consiglio dei ministri: sul tavolo c’è un taglio delle accise

Qualcosa si muove a Palazzo Chigi. Dopo settimane di silenzi e immobilismo, Giorgia Meloni, governo e maggioranza sono finalmente pronti ad intervenire contro il caro-benzina, provocato nelle ultime tre settimane dallo scoppio del conflitto in Iran e Medio Oriente provocato dall’offensiva di Stati Uniti ed Israele contro la Repubblica Islamica.

Guerra che non solo ha causato raid contro alcuni dei principali hub energetici del Golfo Persico, ma la rappresaglia del regime di Teheran nello stretto di Hormuz, sostanzialmente chiuso al traffico di petroliere: da lì passa oltre il 20% del greggio mondiale, in larga parte diretto verso l’Asia, ma che di fatto ha provocato sui mercati globali un grosso balzo delle quotazioni del petrolio, salito sopra quota 100 dollari al barile.

Di fronte a questa situazione il governo aveva inizialmente accolto l’appello delle opposizioni a fare ricorso alle accise mobili, salvo poi fare marcia indietro nei giorni scorsi decidendo di prendere tempo nonostante i rincari già evidenti alle pompe di benzina, in alcuni casi con evidenti propositi speculatori. Proposta che sarebbe dovuta entrare nel Consiglio dei ministri tenuto lo scorso 10 marzo assieme all’ormai infinito “Piano Casa”, e che invece era scomparso dalla riunione.

Mercoledì però è in programma a sorpresa un Consiglio dei ministri, con i vari membri dell’esecutivo preallertati dopo le riunioni avvenute in mattinata a Palazzo Chigi, in particolare quella a cui hanno partecipato la premier Giorgia Meloni, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin.

Al centro del CdM appunto le misure da mettere in campo contro il caro-carburanti. Qualcosa lo ha anticipato il vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini, impegnato nel pomeriggio in Questura a Milano per un tavolo con le compagnie petrolifere. “Stiamo lavorando già da stasera con un primo sostanziale taglio delle accise che possa diventare uno sconto alla pompa già nelle prossime ore”, ha spiegato ai cronisti il segretario della Lega.

“Parliamo – ha aggiunto Salvini – di diverse centinaia di milioni di euro per un intervento sperimentale di un mese e la riduzione non sarà di pochi centesimi: l’obiettivo è tornare sotto i due euro al litro, possibilmente sotto 1,90“. Il ministro ha spiegato che il governo chiederà anche “ai petrolieri un prezzo medio massimo” e “ai concessionari autostradali di tagliare una parte dei loro profitti”. Quanto alla durata della misura, Salvini ha sottolineato che “vedremo nel primo mese cosa succede in Medio Oriente, in Iran e nello stretto di Ormuz”, avvertendo che “se la guerra andasse avanti per mesi il problema non è il costo, ma la disponibilità del carburante”.

A sferzare la maggioranza a prendere decisioni rapide e incisive è Elly Schlein. La segretaria del Partito Democratico, che pure aveva ottenuto l’apertura della premier sulle accise mobili, sottolinea che “la guerra in Medio Oriente costa ogni giorni agli italiani ben 16 milioni e mezzo di euro in più solo di carburanti di cui, quasi 10 milioni, entrano nelle casse dello Stato come tasse. Cosa aspetta Giorgia Meloni a restituire questi soldi ai cittadini tagliando le accise? Questa proposta l’abbiamo fatta 11 giorni fa, era il 7 marzo, e ancora il governo non ha fatto nulla. Si devono sbrigare. Oggi stesso devono intervenire perchè gli italiani non vogliono pagare le guerre illegali di Trump e Netanyahu”.

di: Redazione - 18 Marzo 2026

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