Medio Oriente in fiamme
Raid di Israele in Iran, l’IDF annuncia la morte del capo delle milizie Basij: giallo sull’omicidio di Larijani
È una situazione sempre più esplosiva, e da cui si stenta a vedere una via d’uscita rapida, quella in corso in Medio Oriente. Nel diciottesimo giorno di conflitto nell’area, deflagrata dopo l’attacco congiunto di Stati Uniti ed Israele contro l’Iran e che ha portato alla decapitazione della Repubblica Islamica, a partire dalla sui Guida Suprema Ali Khamenei, il fronte di guerra è sempre più larga e coinvolge ormai un numero elevato di attori.
L’offensiva in Libano
In particolare si è fatta sempre più intesa l’offensiva israeliana contro Iran e Libano, soprattutto nel sud del Paese dove è più forte la presenza di Hezbollah, il “partito di Dio” alleato di Teheran: ormai da 24 ore è in corso una operazione di terra dell’IDF in Libano, per ora limitata ma che potrebbe diventare un’invasione su più larga scala.
Ancora questa mattina l’IDF ha diffuso l’ordine di evacuazione più esteso degli ultimi vent’anni, per tutte le regioni a sud del fiume Zahrani, perché ci sarebbero stati bombardamenti contro obiettivi di Hezbollah in tutta l’area.
Le decapitazione del regime iraniano
Ma sono i raid compiuti questa notte in Iran che potrebbero segnare una nuova svolta nel conflitto. Secondo fonti israeliane citate dal Times of Israel, negli attacchi compiuti dall’IDF sarebbero stati presi di mira il segretario del Consiglio di Sicurezza nazionale iraniano, Ali Larijani, una delle persone più influenti della leadership iraniana sopravvissuta alle quasi tre settimane di bombardamenti sul Paese, e il comandante delle forze paramilitari Basij, Gholamreza Soleimani.
L’esercito israeliano ha annunciato ufficialmente di aver ucciso Soleimani. “La sua eliminazione si aggiunge alle decine di alti comandanti delle forze armate del regime terroristico iraniano uccisi durante l’operazione e infligge un altro duro colpo alle strutture di comando e controllo della sicurezza del regime”, si legge in una nota.
In particolare Soleimani sarebbe stato colpito in un accampamento allestito dai Basij, organizzato dopo che l’IDF nei giorni scorsi aveva colpito diverse sedi centrali delle forze paramilitari. Stando a quanto riportato dall’IDF, nell’attacco è rimasto ucciso anche il vice comandante dei Basij e altri alti ufficiali delle forze paramilitari.
🔴 COMMANDER OF THE BASIJ UNIT ELIMINATED
Yesterday, the IDF targeted & eliminated Gholamreza Soleimani, who operated as commander of the Basij unit for the past 6 years.
Under Soleimani, the Basij unit led the main repression operations in Iran, employing severe violence,… pic.twitter.com/aJ0dNtCFz0
— Israel Defense Forces (@IDF) March 17, 2026
È un mistero invece la sorte di Larijani. Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha comunicato di aver avuto notizia dall’IDF della morte del segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale iraniano a seguito dei raid su Teheran. “Sono appena stato informato dal capo di stato maggiore che il segretario del Consiglio di sicurezza nazionale Larijani e il capo dei Basij (Soleimani, ndr) sono stati eliminati questa notte e si sono uniti al capo del programma di annientamento Khamenei e a tutti i criminali dell’asse del male nelle profondità dell’inferno”, le parole di Katz.
Secondo diversi media israeliani, Larijani è stato ucciso in un attacco avvenuto nella notte tra lunedì e martedì mentre si trovava in un appartamento usato come nascondiglio con uno dei suoi figli.
🔴Ali Larijani, Secretary of Iran’s Supreme National Security Council and the regime’s effective leader, has been eliminated.
Throughout the years, Larijani was considered one of the most veteran and senior figures within the Iranian regime leadership, and was a close associate… pic.twitter.com/kBIgSSGBm0
— Israel Defense Forces (@IDF) March 17, 2026
Dall’Iran è arrivato a stretto giro una risposta del regime, che ha diffuso un messaggio scritto di Larijani, che però non aiuta a chiarificare la sorte dell’alto funzionario iraniano. Nella comunicazione ilsegretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale rende omaggio ai militari della Marina morti, definendoli simbolo del sacrificio nazionale nel contesto del conflitto: “Il loro ricordo resterà sempre nel cuore della nazione e questi sacrifici rafforzeranno le fondamenta delle forze armate per gli anni a venire”, le sue parole.
به مناسبت مراسم تشییع سلحشوران نیروی دریایی ارتش جمهوری اسلامی ایران: یاد آنان همواره در قلب ملت ایران خواهد بود و این شهادتها بنیان ارتش جمهوری اسلامی را برای سالها در ساختار نیروهای مسلح استوار مینماید. ازخداوند متعال علو درجات برای این شهدای عزیز خواستارم. pic.twitter.com/dvTdhyDYbY
— Ali Larijani | علی لاریجانی (@alilarijani_ir) March 17, 2026
Le autorità di Teheran hanno invece confermato che due alti comandanti iraniani sono stati uccisi in operazioni attribuite a Israele, il generale Mahmoud Bagheri, indicato come comandante del settore missilistico dei Guardiani della rivoluzione durante la guerra dei 12 giorni, e il comandante Javad Bagheri, ma non ha al momento confermato l’uccisione del comandante delle milizia Basiji Soleimani.
L’ambasciata Usa colpita in Iraq
La rappresaglia iraniana, in questo caso probabilmente delle milizie sciite radicate in Iraq, non si è fatta attendere. Droni e razzi hanno colpito l’ambasciata statunitense a Baghdad.
La difesa aerea, secondo quanto riporta un giornalista dell’AFP, ha intercettato un primo vettore mentre il secondo, probabilmente un drone, ha colpito la sede diplomatica statunitense provocando una esplosione.