Cinema
Oscar 2026: il trionfo annunciato di “Una battaglia dopo l’altra”, il film di Paul Thomas Anderson sugli USA nel caos degli estremismi
Sei statuette al film di Paul Thomas Anderson, grande favorito. Miglior attore a Michael B. Jordan per "Sinners", miglior attrice a Jessie Buckley per "Hamnet". Ricordati Claudia Cardinale e Giorgio Armani
Cinema - di Redazione Web
Anche la memoria, il senso della storia, la politica, le spillette di solidarietà e gli appelli contro la guerra alla notte degli Oscar. Sei statuette al film Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson, miglior regista del miglior film, un trionfo annunciato: era già stato premiato ai Critics Choice Awards, ai Golden Globe e ai BAFTA. A Sean Penn, assente, il terzo Oscar della sua carriera per la miglior interpretazione da attore protagonista. La statuetta di miglior attore a Michael B. Jordan invece per I peccatori, quattro statuette. Jessie Buckley miglior attrice per la performance in Hamnet. “No to war and free Palestine”, la presentazione dell’attore spagnolo Javier Bardem per la statuetta a Sentimental Value, miglior film internazionale.
Alla 98esima edizione, al Dolby Theatre di Los Angeles, spazio anche per gli omaggi: a Rob Reiner, a Robert Redford, a Giorgio Armani e a Claudia Cardinale. Ewan McGregor e Nicol Kidman hanno cantato insieme, a 25 anni dall’uscita di Moulin Rouge di Baz Luhrmann. Quest’anno la novità nei riconoscimenti è stato il premio ai Best Casting, 24esima statuetta. Anche l’italiana Valentina Merli tra i produttori del miglior corto live action, Two People Exchanging Saliva, ex aequo con The Singers. A bocca asciutta Timothée Chalamet, alla sua quarta candidatura come miglior attore.
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È stata soprattutto la notte di Paul Thomas Anderson, da molti considerato uno dei migliori registi della sua generazione che nel corso della sua carriera era arrivato vicinissimo agli Oscar in più di un’occasione, con film come Il Petroliere, Boogie Nights e Magnolia, senza mai riuscirci. Ha fatto il pieno in una notte sola, con tre statuette su sei a lui personalmente tra sceneggiatura non originale, miglior regia e miglior film. Nel suo discorso ha ricordato quando nel 1975 erano candidati alla categoria di miglior film titoli come Quel pomeriggio di un giorno da cani, Qualcuno volò sul nido del cuculo, Lo squalo, Nashville e Barry Lyndon. “Non c’è un ‘migliore’ tra questi: tutto dipende dall’umore del momento”.
Tutti premiati agli Oscar 2026:
Miglior film: Una battaglia dopo l’altra
Miglior regia: Paul Thomas Anderson per Una battaglia dopo l’altra
Miglior attore protagonista: Michael B. Jordan per I peccatori
Miglior attrice protagonista: Jessie Buckley per Hamnet – Nel nome del figlio
Miglior attore non protagonista: Sean Penn per Una battaglia dopo l’altra
Miglior attrice non protagonista: Amy Madigan per Weapons
Migliore sceneggiatura originale: Ryan Coogler per I peccatori
Migliore sceneggiatura non originale: Paul Thomas Anderson per Una battaglia dopo l’altra
Miglior film internazionale: Sentimental Value di Joachim Trier
Miglior film d’animazione: Kpop Demon Hunters
Miglior casting: Cassandra Kulukundis per Una battaglia dopo l’altra
Migliore fotografia: Autumn Durald Arkapaw per I peccatori
Miglior montaggio: Andy Jurgensen per Una battaglia dopo l’altra
Migliore colonna sonora: Ludwig Göransson per I peccatori
Migliore canzone originale: Golden dal film Kpop Demon Hunters (autori: Ejae, Mark Sonnenblick, Joong Gyu Kwak, Yu Han Lee, Hee Dong Nam, Jeong Hoon Seon e Teddy Park)
Migliore scenografia: Tamara Deverell e Shane Vieau per Frankenstein
Migliori costumi: Kate Hawley per Frankenstein
Miglior trucco e acconciature: Mike Hill, Jordan Samuel e Cliona Furey per Frankenstein
Miglior sonoro: Gareth John, Al Nelson, Gwendolyn Yates Whittle, Gary A. Rizzo e Juan Peralta per F1 – Il film
Migliori effetti visivi: Joe Letteri, Richard Baneham, Eric Saindon e Daniel Barrett per Avatar: fuoco e cenere
Miglior documentario: Mr. Nobody Against Putin
Miglior cortometraggio: The Singers e Two People Exchanging Saliva (vittoria ex aequo)
Miglior cortometraggio documentario: All the Empty Rooms di Joshua Seftel e Conall Jones
Miglior cortometraggio d’animazione: The Girl Who Cried Pearls