La Russa accoglie in Senato la famiglia del bosco: l’invito ai genitori Nathan Trevallion e Catherine Birmingham

Nell'ultima settimana prima del referendum. L'indiscrezione anticipata dal quotidiano "Il Centro" e confermata dalle agenzie, ancora nessuna conferma dal Senato

Cronaca - di Redazione Web

16 Marzo 2026 alle 12:29

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La Russa accoglie in Senato la famiglia del bosco: l’invito ai genitori Nathan Trevallion e Catherine Birmingham

Ulteriore step nella clamorosa vicenda della cosiddetta famiglia del bosco. Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, i genitori della cosiddetta, saranno ricevuti mercoledì a Palazzo Madama dal presidente del Senato Ignazio la Russa. L’invito – che tuttavia non è stata ancora confermata da Palazzo Madama – arriva nella settimana finale di campagna elettorale, prima dell’epocale referendum sulla riforma della Giustizia e della magistratura e dopo le novità delle ultime settimane, con la decisione del Tribunale dei minorenni di trasferire i bambini presso un’altra struttura e senza la madre.

La notizia era stata anticipata dal quotidiano Il Centro, è stata confermata alle agenzie ANSA e Lapresse da fonti vicine alla famiglia. Secondo quanto si apprende, la coppia sarebbe stata invitata direttamente da La Russa, che dovrebbe riceverli a Palazzo Madama. Già lo scorso dicembre La Russa aveva espresso solidarietà alla famiglia auspicando il ritorno a casa dei bambini entro Natale. Come si accennava, a riportare grande attenzione sulla vicenda la decisione del Tribunale dei minorenni dell’Aquila che, con una nuova ordinanza, aveva disposto il trasferimento dei bambini in un’altra struttura senza la madre, che si trovava presso la casa famiglia dal 20 novembre scorso. E anche la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni si era espressa sua quella decisione.

“Il compito dei Tribunali per i Minorenni è quello di tutelare i bambini e gli adolescenti di fronte ai casi di maltrattamento, abuso o abbandono, agendo nel superiore interesse del minore. E dove sarebbe il superiore interesse del minore, quando dei bambini vengono allontanati dal padre, poi dalla madre, per stare mesi e mesi in una casa-famiglia, sempre più soli, perché i giudici del Tribunale dei Minorenni non condividono lo stile di vita della famiglia? Non è compito della giustizia, e dello Stato in generale, sostituirsi ai genitori, decidere come vadano educati i figli, imporre uno stile di vita fondato su standard che sono chiaramente ideologici. Perché i figli non sono dello Stato: i figli sono delle mamme e dei papà, e uno Stato che pretenda di sostituirsi a loro ha dimenticato i suoi limiti. Una magistratura che pretenda di sostituirsi a loro ha dimenticato i suoi limiti”.

Dopo alcuni presidi in solidarietà della famiglia e contro l’ordinanza del Tribunale, il padre dei bambini aveva chiesto di non organizzare proteste. “Voglio che i bambini tornino a casa – aveva detto Nathan Trevallion dopo la notizia del trasferimento – ma fino a che questo non succede preferisco che restino qui. Ringrazio tutti per la solidarietà. Chiedo però con rispetto di non organizzare presidi o proteste davanti alla casa famiglia o alle abitazioni private”. Negli ultimi giorni su erano scontrati anche la Garante Nazionale per l’infanzia Maria Terragni e i servizi sociali della casa famiglia con accuse reciproche. “Gli operatori della casa famiglia – si leggeva in una nota del legale che rappresenta i servizi sociali – hanno ripristinato buone relazioni con i minori facendo venir meno le ragioni del disposto trasferimento e, pertanto, il Tribunale potrà ora valutare tale nuovo assetto”.

16 Marzo 2026

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