L'annuncio della campionessa
Bebe Vio lascia la scherma, l’atleta paralimpica cambia sport e passa all’atletica: “Mi stavo distruggendo”
Una nuova carriera, che per lei equivale quasi ad una nuova vita. Beatrice Vio, per tutti semplicemente Bebe, la 29enne atleta paralimpica italiana capace in carriera di vincere cinque medaglie olimpiche, di cui due d’oro, lascia la scherma.
Fenomeno assoluto del fioretto, Bebe ha infatti deciso di fare un “salto nel buio”, sportivamente parlando, e di passare all’atletica. Decisione sofferta ma necessaria perché, come spiega la 29enne di Venezia, “facendo scherma mi stavo distruggendo”.
Il riferimento, racconta Vio in una intervista al Corriere della Sera, è ai problemi fisici legati al suo tipo di scherma: in particolare al gomito, alla schiena, ma anche al collo e alla testa.
Da qui la decisione di mollare l’amata scherma, che aveva iniziato a praticare sin dall’età di 5 anni, sei anni prima la meningite che costringerà i medici all’amputazione degli arti per una estesa infezione. Bebe parla del su addio alla scherma come “un trauma, sotto tutti i punti di vista”. Anche per non crollare di fronte all’addio allo sport che così tanto le ha dato, ha iniziato ad avere incarichi in Federazione “per non mollare tutto, è un a vita che sono con la squadra, non saprei stare senza”.
È anche così che nasce la voglia di provare altro, l’atletica. Un percorso lungo e impegnativo, racconta Bebe: “Un anno di preparazione. Ho sempre usato dall’addominale in su, ora devo lavorare sotto”, le sue parole al Corriere. Bebe spiega infatti che di fatto “sto imparando qualcosa di totalmente nuovo. All’inizio era tutto troppo impossibile. Lo è ancora, ma almeno sappiamo che le gambe mi stanno seguendo”.
L’annuncio di @VioBebe a #CTCF: lascio la scherma e inizio con l’atletica. pic.twitter.com/CjXkvbnOeT
— Che Tempo Che Fa (@chetempochefa) March 15, 2026
Di fatto la scelta di lasciare la scherma nasce già nei mesi che precedono i Giochi paralimpici di Parigi nel 2024. È qui che iniziano i primi problemi: “Mi si paralizzava una parte del corpo, non riuscivo a capire perché. Agli Europei in spogliatoio cercavo di alzarmi dal lettino e non riuscivo: la gamba destra non reggeva, l’occhio non vedeva, il braccio non funzionava. Anche in allenamento è capitato”, racconta Bebe.
In Francia le cose non migliorano perché, spiega Vio, aveva vissuto quei Giochi paralimpici con la paura: “non di perdere”, sottolinea Bebe, “ma rimanere paralizzata. Facevo la cosa che amavo di più, ma con la paura di bloccarmi addosso. Il brutto era anche che sapevo che sarebbe stata l’ultima volta che tiravo di scherma”.
Da qui la decisione di continuare, ma con altro, per avere “un nuovo obiettivo subito”. “Sono quella che fa scherma, senza quella chi sono? Mi sono detta: ora cosa faccio?”, confessa Bebe, che quindi spiega il suo approcciarsi al nuovo, l’atletica. “Prima mi hanno aggiustato fisicamente. Poi ho iniziato a fare uno sport lineare, che mi permettesse di stare dritta e far funzionare nello stesso modo braccia e gambe, la spina dorsale. Senza sport non posso stare, sto male fisicamente”, dice Bebe, che ora dunque si prepara ad un nuovo capitolo della vita, privata e sportiva.