Le proteste

Russia alla Biennale di Venezia, Buttafuoco nel mirino dell’Europa che minaccia di tagliare i fondi: anche Giuli lo scarica

Cultura - di Redazione

11 Marzo 2026 alle 12:39

Condividi l'articolo

Russia alla Biennale di Venezia, Buttafuoco nel mirino dell’Europa che minaccia di tagliare i fondi: anche Giuli lo scarica

Tutti contro Pietrangelo Buttafuoco, dallo stesso governo che pure l’aveva scelto come presidente della Biennale di Venezia, ai ministri della Cultura di 22 Paesi europei, tra cui Francia, Germania e Spagna, oltre ad Ucraina e Norvegia.

Buttafuoco, intellettuale di destra ma sempre poco “conformista” rispetto al pensiero dominante nell’area di governo, è infatti sottoposto in questi giorni ad un fuoco di fila per la decisione di lasciar partecipare la Russia alla Biennale, tra le esposizioni d’arte contemporanea più importanti al mondo, che si terrà per la sua 61esima edizione nella città lagunare dal 9 maggio di quest’anno.

La Russia, dall’invasione dell’Ucraina nel febbraio del 2022, non partecipa alla Biennale: gli artisti e il curatore scelto per il padiglione russo all’Esposizione internazionale dell’Arte annullarono la loro partecipazione e la Fondazione Biennale scrisse che avrebbe rifiutato “ogni forma di collaborazione con chi avesse attuato o sostenesse un atto di aggressione di inaudita gravità”, e che non avrebbe accettato “la presenza alle proprie manifestazioni di delegazioni ufficiali, istituzioni e personalità a qualunque titolo legate al governo russo”.

Buttafuoco è presidente dell’istituzione dal marzo 2024, quando venne nominato dall’allora ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano: dallo scoppio della guerra in Ucraina la Russia non ha più partecipato alla Biennale, ma quest’anno Buttafuoco ha scelto di accogliere senza sollevare obiezioni la comunicazione di Mosca di riaprire il suo Padiglione, che ogni Paese gestisce in autonomia scegliendo quali artisti inviare a Venezia in propria rappresentanza.

Una posizione che ha visto lo stesso governo contrario, col ministro della Cultura Alessandro Giuli che, pur non firmando la lettera di “condanna” dei suoi 22 colleghi europei, si era espresso pubblicamente contro la decisione di Buttafuoco, pur sottolineando che la Biennale è un’entità autonoma e dunque il Mic non ha alcun potere sulle sue decisioni. “Come ministro della Cultura, ritengo che l’arte di un’autocrazia sia libera soltanto nella misura in cui sia dissidente rispetto a quella autocrazia”, ha ribadito martedì Giuli presentando il padiglione italiano alla Biennale.

La lettera dei ministri europei è a dir poco infuocata. “Noi sottoscritti esprimiamo pertanto la nostra profonda preoccupazione per il rischio significativo di una strumentalizzazione da parte della Federazione Russa della sua partecipazione alla Biennale di Venezia, per proiettare un’immagine di legittimità e accettazione internazionale in netto contrasto con la realtà della guerra in corso della Russia contro l’Ucraina e la distruzione del patrimonio culturale ucraino, e con le sanzioni europee e internazionali”, si legge nella lettera, in cui evidenzia come “non c’è posto per l’arte quando i civili muoiono sotto il fuoco dei missili”.

Ma fa ancora più rumore la minaccia da parte di Bruxelles di tagliare i fondi alla Biennale, come ha di fatto annunciato la vice presidente della Commissione Ue Henna Virkkunen e del Commissario Glenn Micallef. Se la Biennale dovesse andare avanti con la sua decisione “esamineremo ulteriori azioni, tra cui la sospensione o la cessazione di una sovvenzione dell’Ue in corso alla Fondazione Biennale”.

di: Redazione - 11 Marzo 2026

Condividi l'articolo