Il caso di Rogoredo

“Cinturrino voleva uccidere, potrebbe delinquere ancora”, il poliziotto di Rogoredo resta in carcere

“Non ci sono dubbi che volesse uccidere Mansouri e che l’unica misura idonea per lui sia la custodia cautelare in carcere, potrebbe commettere altri reati anche di criminalità organizzata”, scrive nell’ordinanza il giudice Santoro

Cronaca - di Frank Cimini

26 Febbraio 2026 alle 14:00

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“Cinturrino voleva uccidere, potrebbe delinquere ancora”, il poliziotto di Rogoredo resta in carcere

“Non ci sono dubbi che Carmelo Cinturrino volesse uccidere Mansouri e che l’unica misura idonea per lui sia la custodia cautelare in carcere perché potrebbe commettere altri reati anche di criminalità organizzata”. È questa la sintesi dell’ordinanza di 27 pagine con cui il gip milanese Domenico Santoro inchioda almeno per ora alle sue responsabilità l’ispettore di polizia che il 26 gennaio scorso aveva ucciso il presunto spacciatore marocchino.

Il giudice cita il tipo di arma usata, la Beretta, la posizione reciproca tra aggressore e vittima, la parte vitale del corpo attinta dal proiettile: il cranio. Inoltre non aveva intimato l’alt, né si era qualificato in alcun modo indossando un cappuccio e una felpa per non farsi riconoscere.
Il gip spiega che Cinturrino potrebbe commettere azioni lesive nei confronti dei colleghi autori di dichiarazioni a suo carico. L’ispettore nell’interrogatorio di convalida del fermo dice di smentire “ogni infamità che hanno detto sul mio conto”. Secondo il giudice esiste un rilevante pericolo di inquinamento probatorio considerando quello che i colleghi del poliziotto avevano avevano espresso timori “di una qualche azione lesiva da parte del Cinturrino più volte mossosi per raccomandare che la tesi della legittima difesa venisse sostenuta”.

Uno degli agenti ha spiegato di aver avuto paura di essere colpito alle spalle correndo in uscita dal bosco “in esecuzione dell’ordine impartitogli di recarsi in commissariato”. A prendere la famosa valigetta che custodiva la pistola a salve poi usata per la messa in scena e collocata accanto al corpo di Mansouri. Cinturrino dopo aver sparato mi disse di andare via” sono le parole del testimone afghano, alla presenza del quale nella prima deposizione non avevano fatto cenno gli altri poliziotti nel tentativo allora in opera di coprire il tutto. Secondo il il gip Santoro il poliziotto indagato per omicidio volontario può stare solo in carcere almeno per il momento perché anche agli arresti domiciliari in Sicilia “potrebbe reiterare le gravi condotte già commesse e potrebbe influenzare i soggetti già escussi che egli potrebbe raggiungere”.

Cinturrino infatti spiega il gip “continua a mentire gettando fango sui colleghi”. Ma l’inchiesta non riguarda solo il poliziotto che ha sparato perché punta a individuare altre responsabilità in relazione al contesto in cui è avvenuto l’omicidio. Ci sono i poliziotti presenti all’operazione del 26 gennaio indagati per favoreggiamento e ritardo nei soccorsi che sarebbero ancora in servizio. Magari tornano pure nel boschetto di Rogoredo.

26 Febbraio 2026

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