I leader Ue a Kiev
Ucraina, quattro anni di resistenza all’invasione russa. Zelensky: “Putin non ha vinto”
Quattro anni dopo, l’Ucraina continua a resistere. Sono trascorsi ormai quattro lunghi anni dall’aggressione russa nei confronti di Kiev ma, come non ha mancato di sottolineare oggi il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, il piano di Putin non è riuscito, “non ha raggiunto i suoi obiettivi”.
Nel giorno in cui alcuni tra i principali leader europei si sono recati nella capitale per mostrare la vicinanza dell’Unione, a partire dalla presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen e dal presidente del Consiglio Ue Antonio Costa, il leader ucraino Zelensky ha celebrato la resistenza del suo popolo.
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Il presidente ha ricordato come l’aggressione di Mosca su vasta scala mirava a “prendere Kiev in tre giorni”, ma che quattro anni dopo e migliaia di militari russi morti sul campo di guerra, l’avanzata russa resta ferma al Donbass, non ancora conquistato interamente, e alle zone meridionali al confine con la Crimea.
“Oggi ricorrono esattamente quattro anni da quando Putin ha iniziato la sua spinta di tre giorni per prendere Kiev. E questo dice molto della nostra resistenza, di come l’Ucraina abbia combattuto per tutto questo tempo”, ha scritto Zelensky in un messaggio su X, aggiungendo che dietro quelle parole “ci sono milioni di persone, un enorme coraggio, un lavoro incredibilmente duro, resistenza e il lungo cammino che l’Ucraina percorre dal 24 febbraio”. E ha aggiunto: “Abbiamo difeso la nostra indipendenza, non abbiamo perso la nostra statualità; Putin non ha raggiunto i suoi obiettivi. Non ha spezzato gli ucraini; non ha vinto questa guerra”. Zelensky ha poi concluso affermando che “farà tutto” per garantire “pace e giustizia”.
Today marks exactly four years since Putin started his three-day push to take Kyiv. And that says a great deal about our resistance, about how Ukraine has fought all this time. Behind those words stand millions of our people, immense courage, incredibly hard work, endurance, and… pic.twitter.com/9qiqACurhx
— Volodymyr Zelenskyy / Володимир Зеленський (@ZelenskyyUa) February 24, 2026
E sembra quasi una risposta diretta a queste parole la dichiarazione che arriva da Mosca a proposito del conflitto. Il Cremlino in effetti conferma che gli obiettivi dell’intervento militare russo in Ucraina “non sono stati pienamente raggiunti” e d di conseguenza “l’operazione militare speciale continua”, ha detto minaccioso stamattina il portavoce di Vladimir Putin, Dmitry Peskov.
Al suo fianco Zelensky ha l’Europa, che però resta impantanata dall’ostruzionismo del governo ungherese di Viktor Orban, di fatto un avamposto russo nel cuore di Bruxelles. Budapest ha bloccato lunedì le nuove sanzioni per Mosca e il prestito da 90 miliardi a Kiev utilizzando come pretesto dell’oleodotto Drubzha, colpito dai russi durante una offensiva ma che secondo Orban l’Ucraina sta volutamente non riparando per impedire l’approvvigionamento del petrolio russo al Paese. Tema questo su cui si è espresso il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, definendo “assolutamente inaccettabile che uno Stato membro non rispetti quanto concordato dal Consiglio europeo”. “Conto su tutti i 27 Stati membri affinché mantengano gli impegni assunti. Prima, piuttosto che poi, avremo il prestito”, le parole di Costa durante il viaggio in treno per Kiev.
Sul fronte diplomatico siamo invece in una fase di sostanziale stallo nelle trattative tenute recentemente a Ginevra. Il nodo irrisolto resta sempre lo stesso, ovvero la cessione dei territori del Donbass che Mosca vuole annettere alla Federazione, pur non controllando interamente. Punto su cui Zelensky non può arretrare, rifiutando qualsiasi cessione formale di territorio ucraino.
Ucraina che però resta stretta tra incudine e martello, rappresentati da Putin e soprattutto da Donald Trump: il pressing del presidente degli Stati Uniti su Kiev è sempre più insistente, il tycoon vuole un accordo quanto prima, anche a costo di sanguinose concessioni da parte ucraina, minacciando il ritiro di Washington dalle trattative e la fine del sostegno al governo di Kiev.