Il caso

Omicidio di Rogoredo, indagati altri 4 poliziotti: “Hanno coperto il collega che sparò”

Gli agenti avrebbero con le loro dichiarazioni a verbale tentato di coprire le responsabilità del collega, il quale il 26 gennaio scorso arrivava nel bosco di Rogoredo dopo aver sentito dell’operazione antidroga senza essere chiamato a rapporto.

Cronaca - di Frank Cimini

19 Febbraio 2026 alle 14:30

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Foto Claudio Furlan/ LaPresse
Foto Claudio Furlan/ LaPresse

In procura a Milano lo avevano detto subito: “Sui fatti di Rogoredo ci sarà da indagare giorno e notte”. Lo avevano detto commentando la versione fornita dal poliziotto Carmelo Cinturrino che sosteneva di aver sparato uccidendo lo spacciatore Abderrahin Mansouri perché si era visto puntare contro una pistola poi risultata a salve. Le cose sarebbero andate diversamente perché adesso ci sono quattro poliziotti indagati per favoreggiamento e omissione di soccorso, destinatari di inviti a comparire ai quali risponderanno nei prossimi giorni. In sostanza gli agenti avrebbero con le loro dichiarazioni a verbale tentato di coprire le responsabilità del collega, il quale il 26 gennaio scorso arrivava nel bosco di Rogoredo dopo aver sentito dell’operazione antidroga in corso sulla radio della polizia senza essere chiamato a rapporto.

Insomma, l’affare si ingrossa. “Lui non aveva una pistola, non solo non l’ha puntata contro, non ce l’aveva proprio” sostengono gli avvocati Debora Piazza e Marco Romagnoli, legali dei familiari della vittima. Gli avvocati avevano svolto indagini difensive e puntato tutto sulla presenza di testimoni. Di questi testimoni gli agenti poi indagati avrebbero omesso di parlare. Inoltre avrebbero ritardato l’arrivo dei soccorsi quando Mansouri era per terra agonizzante. Sulla pistola non sono state rilevate impronte. Intanto Cinturrino è stato indagato per falso ideologico in un’altra vicenda, relativa alla relazione di polizia giudiziaria in cui avrebbe mentito accusando di spaccio un tunisino poi assolto dal Tribunale che aveva trasmesso gli atti alla procura. Una vicenda certamente diversa ma riguarda l’attendibilita complessiva del poliziotto che risponde di omicidio volontario sull’episodio di Rogoredo.

Il Movimento dei poliziotti democratici e riformisti in una nota afferma: “Basta delegittimare una divisa, servono riservatezza e chiarezza investigativa, i processi si celebrino in aula e non sui giornali”. Ma erano stati i sindacati di polizia insieme ai politici di centrodestra subito dopo il fatto a gridare che si trattava sicuramente di legittima difesa. Riccardo De Corato, parlamentare di Fdi e ex vicesindaco di Milano, critica duramente la procura per gli inviti a comparire. In pratica chiede di insabbiare le indagini.

19 Febbraio 2026

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