Clamoroso intervento del Quirinale

Mattarella furioso con Nordio: parole di fuoco a difesa del Csm, è scontro aperto col governo Meloni

Il governo sembra auspicare una soluzione che mantenga la prevalenza delle Procure e riduca ulteriormente l’indipendenza dei magistrati. Il contrario esatto dello spirito della riforma e della separazione delle carriere.

Politica - di Redazione Web

19 Febbraio 2026 alle 07:00

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Photo credits: Francesco Ammendola/Imagoeconomica
Photo credits: Francesco Ammendola/Imagoeconomica

Il Presidente della Repubblica, con un gesto assolutamente inusuale – anzi per lui del tutto inedito – è andato a Palazzo Bachelet ieri mattina per presiedere il “plenum” del Csm, e ha introdotto i lavori con un breve discorso interamente costruito per censurare, con toni abbastanza indignati, il comportamento del ministro della Giustizia, Nordio, che giorni fa aveva insultato il Csm usando il termine “paramafioso”.

Mattarella ha detto di pretendere rispetto per un organo dello Stato che rappresenta il potere giudiziario. Peraltro, stiamo parlando di un organo dello Stato, previsto dalla Costituzione e presieduto dal capo della Stato, cioè dallo stesso Mattarella. Forse l’ira del Quirinale sarebbe stata più lieve se dopo l’attacco ad alzo zero di Nordio non fosse venuto – non contro il Csm ma contro la magistratura – un attacco piuttosto violento da parte di Giorgia Meloni. La quale si è lamentata del fatto che un giudice aveva assegnato un piccolo risarcimento in denaro (700 euro) ad un profugo che è stato trascinato illegalmente in Albania, tenuto per ore e ore con le mani legate dalle classiche fascette di plastica che ti stringono i polsi e ti impediscono ogni autonomia.

Meloni aveva criticato questa sentenza commentandola e descrivendola come una prova che la magistratura rema contro il governo anziché collaborare e assecondarlo. In realtà, come sanno bene gli studenti di giurisprudenza, la magistratura non deve né ostacolare né assecondare il governo, e non ha il compito di collaborare, ma invece è tenuta a giudicare i delitti e i diritti e a rispettare le leggi. Cosa che ha fatto il giudice che ha ordinato di risarcire il profugo. L’intervento di Mattarella naturalmente irrompe nella campagna elettorale. Però in un clima di grande confusione. Il governo in questi giorni non sta polemizzando con le Procure ma con i giudici. Cioè ha assunto una posizione che a rigor di logica dovrebbe auspicare il No. Sembra auspicare una soluzione che mantenga la prevalenza delle Procure e riduca ulteriormente l’indipendenza dei magistrati. Il contrario esatto dello spirito della riforma e della separazione delle carriere.

L’intervento di Mattarella fa tornare alla mente un altro intervento del Quirinale sul Csm. celeberrimo ma di segno opposto. Quello di Francesco Cossiga che nel 1985 mandò un reparto dei carabinieri a circondare il Csm perché riteneva che il Csm stesse tramando contro il Quirinale e la stabilità democratica. Il vicepresidente del Csm era Giovanni Galloni, sinistra Dc. cioè della stessa corrente del giovane Mattarella.

19 Febbraio 2026

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