La sentenza di Palermo

L’Italia deve risarcire la Ong Sea Watch per il fermo illegittimo della nave capitanata da Carola Rackete

News - di Redazione

18 Febbraio 2026 alle 17:42

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L’Italia deve risarcire la Ong Sea Watch per il fermo illegittimo della nave capitanata da Carola Rackete

Lo Stato italiano dovrà risarcire la Ong Sea Watch per il fermo subito dalla sua nave Sea Watch 3 nel giugno del 2019, nel caso che destò enormi polemiche politiche per la scelta della nave, all’epoca guidata dalla comandante Carola Rackete, di forzare il blocco navale di Lampedusa per far sbarcare 42 migranti nell’isola.

Lo ha stabilito il tribunale di Palermo, condannando lo Stato italiano a risarcire per oltre 76mila euro l’organizzazione non governativa: la somma comprende le spese patrimoniali documentate, sostenute tra ottobre e dicembre del 2019 (spese portuali e di agenzia, carburante per mantenere la nave attiva) oltre alle spese legali.

“Mentre il Governo annuncia il ‘blocco navale’ e attacca le Ong, il diritto ancora una volta dà ragione alla disobbedienza civile”, scrive in un tweet la Ong commentando la sentenza.

La Sea Watch 3 venne trattenuta dal 12 luglio al 19 dicembre del 2019 su decisione delle autorità italiane, scelta che aveva spinto la Ong a presentare opposizione al prefetto di Agrigento il 21 settembre. La nave era rimasta bloccata fino a quando, dopo un ricorso d’urgenza, il tribunale di Palermo il 19 dicembre 2019 ne aveva ordinato la restituzione dell’imbarcazione.

“Il risarcimento a Sea-Watch, legato alla vicenda Rackete dimostra ancora una volta che la disobbedienza civile è tutt’altro che arroganza, ma protezione del diritto internazionale dagli attacchi di chi abusa della propria posizione di potere per calpestarlo, ai danni dei diritti e delle libertà di tutti – dice all’Ansa la portavoce di Sea Watch, Giorgia Linardi – mentre sulle novate italiane riaffiorano i cadaveri delle vittime invisibili delle ultime settimane, il governo, invece di lavorare per evitare tragedie future, individua ancora una volta nelle ong il nemico da abbattere. Noi, a differenza loro, non ci voltiamo dall’altra parte. C’è chi la chiama arroganza e chi giustizia”. “Alla nostra reazione – aggiunge Linardi – davanti all’annuncio del cosiddetto blocco navale, Fratelli d’Italia ha risposto con l’intimidazione: ‘basta con l’arroganza di certe ong’. Eppure quella che loro definiscono arroganza è stata riconosciuta dai tribunali competenti come rispetto del diritto internazionale”.

Durissimo il commento che arriva dalla maggioranza. Per il vicepresidente vicario di Fratelli d’Italia in Senato, Raffaele Speranzon, quello del tribunale di Palermo è “l’ennesimo attacco della magistratura all’attività del governo Meloni”. “Se una parte di giudici pensano di fermare le politiche di difesa del nostro territorio nazionale con queste sentenze vergognose hanno capito malissimo, il nostro esecutivo non si fermerà perché il contrasto all’immigrazione irregolare è un dovere morale e non solo politico che perseguiremo sempre e comunque”, sono le parole di fuoco che arrivano dall’esponente del partito della premier Giorgia Meloni.

di: Redazione - 18 Febbraio 2026

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