Lo "zar dei confini"
L’ICE si ritira da Minneapolis, il passo indietro di Trump dopo due morti nei raid anti-migranti: l’annuncio di Homan
In Minnesota alla fine l’amministrazione Trump è stata costretta ad una sostanziale retromarcia. Dopo ondate di proteste e la morte per mano dell’ICE e del Border Patrol di due cittadini statunitensi a Minneapolis, prima Renee Nicole Good e poi Alex Pretti, la polizia federale di frontiera lascerà la più importante città dello Stato.
Lo ha annunciato Tom Homan, lo “zar dei confini” inviato da Trump a Minneapolis dopo la disastrosa gestione dei raid anti-immigrazione gestiti dall’ex capo del Border Patrol, Gregory Bovino, già rispedito nelle scorse settimane in California a sorvegliare il confine a sud col Messico proprio per dare spazio e potere ad Homan.
In una conferenza stampa tenuta a Minneapolis Homa ha annunciato che la campagna contro l’immigrazione illegale nello Stato, l’operazione Metro Surge, sta per concludersi. “Ho proposto di concludere questa operazione speciale e il presidente Trump ha acconsentito“, ha dichiarato Homan. Al culmine dell’operazione, circa 3mila agenti federali erano stati inviati nello Stato: già lo scorso 4 febbraio Homan aveva annunciato il ritiro “immediato” di 700 agenti federali.
Nella conferenza Homan ovviamente non ha sconfessato il lavoro svolto, anzi, ha rivendicato che l’operazione su larga ha raggiunto “gli obiettivi” prefissati. “Come risultato dei nostri sforzi qui, il Minnesota non è più uno Stato santuario per i criminali“, ha dichiarato Homan. “Siamo orgogliosi di aver eliminato le minacce alla sicurezza pubblica – ha aggiunto l’ex direttore dell’ICE – Come ho affermato nella mia prima conferenza stampa un paio di settimane fa, il presidente Trump non mi ha mandato qui perché l’operazione fosse gestita e condotta in modo perfetto. Sono venuto qui per identificare i problemi e attuare soluzioni volte a migliorare l’esecuzione della nostra missione”.
“Il presidente Trump ha promesso deportazioni di massa (di migranti, ndr), ed è quello che questo Paese avrà”. “Questo è ciò per cui hanno votato gli americani. Ma stiamo dando la priorità a coloro che rappresentano la minaccia più grave per la nostra comunità: gli stupratori, gli assassini, i pedofili. È la cosa giusta da fare”, ha aggiunto Homan nella conferenza.