Vicenza

Senza abbonamento, studente 15enne disabile fuori dall’autobus, l’accusa della madre: “Lasciato sotto la pioggia”

Il racconto della famiglia ai giornali, a pochi giorni da un episodio simile sempre in Veneto. La società di autotrasporto locale ha avviato un'indagine interna

News - di Redazione Web

11 Febbraio 2026 alle 14:05

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FOTO DI REPERTORIO DA PIXABAY
FOTO DI REPERTORIO DA PIXABAY

Altro caso di un ragazzo, minorenne, lasciato a piedi perché privo del titolo di viaggio. A pochi giorni dall’episodio che aveva sollevato un polverone a San Vito di Cadore, un altro caso simile sempre in Veneto. Che poi, tra l’altro, questa volta il ragazzo avrebbe scoperto di avere l’abbonamento, troppo tardi però. Si tratta di un ragazzo con disabilità, dettaglio che sta aggiungendo ancora più attenzione alla vicenda raccontata dal Giornale di Vicenza che ha raccolto la denuncia della famiglia del 15enne. La società di autotrasporto locale Società Vicentina Trasporti (Svt) ha già annunciato un’indagine interna.

È stata la madre a rivolgersi al quotidiano per raccontare e denuciare l’accaduto. Il 15enne è uno studente di Altavilla. Aveva atteso il pullman alla fermata del Piovene, a San Felice. Non ha trovato l’abbonamento e, senza attendere l’arrivo del controllore, ha informato l’autista. Secondo quanto raccontato dalla donna al giornale al figlio “è stato detto di scendere e lui è rimasto lì da solo, alla fermata del bus, sotto la pioggia”. A recuperare il ragazzo è andato il nonno. La madre del 15enne si è chiesta come mai non è stata fatta una multa, “come è previsto, e poi avremmo potuto dimostrare che ne era in possesso”.

In realtà il ragazzo aveva con sé l’abbonamento, che per disattenzione pensava di aver dimenticato altrove. Adesso le verifiche dovranno provare se effettivamente l’autista ha intimato al minore di scendere dal bus. “Se l’episodio dovesse essere confermato – la dichiarazione di SVT – il comportamento descritto sarà sanzionato in quanto palesemente in contrasto con la politica di Svt, nonché con le regole di viaggio descritte anche nella carta dei Servizi Aziendali”. Sul sito della società viene ricordato che “per gli abbonati, in caso di mancata esibizione dell’abbonamento su richiesta degli agenti accertatori, la sanzione comminata potrà essere annullata qualora entro i successivi 15 giorni l’utente possa dimostrare di essere in possesso si un titolo nominativo risultante in corso di validità al momento dell’accertamento”.

“Bene che l’azienda abbia avviato subito una verifica – ha dichiarato l’ex governatore del Veneto Luca Zaia – e abbia già chiarito che, se l’episodio sarà confermato, quel comportamento è in contrasto con la propria politica e verrà sanzionato. Ma non basta: da questa vicenda devono nascere più attenzione e cultura del servizio. Chi lavora sul trasporto pubblico locale ha anche una responsabilità di tutela, soprattutto quando davanti ha un minore e una persona fragile. Le regole si applicano, certo, ma si applicano senza umiliare e senza abbandonare: mai lasciare solo un disabile. La dignità viene prima, sempre. Un episodio così è grave e non è giustificabile: mi aspetto che si faccia piena chiarezza e che si mettano in campo misure perché non possa più accadere”.

L’autista del caso esploso in provincia di Belluno pochi giorni fa aveva chiesto scusa: era stato accusato di aver fatto scendere un ragazzino di 11 anni dal pullman perché sprovvisto del biglietto olimpico da dieci euro. La madre aveva raccontato che il figlio era arrivato a casa dopo aver camminato per sei chilometri, al buio e con la neve. L’autista è stato sospeso dalla società Dolomiti Bus, ha parlato di forte stress e turni massacranti, aggressioni e insulti nell’esercizio del suo lavoro. Si era detto pronto ad assumersi ogni responsabilità rispetto all’accaduto, si è scusato. La Fondazione Milano Cortina 2026 aveva intanto proposto al ragazzo un ruolo nella Cerimonia di apertura dei Giochi Invernali.

11 Febbraio 2026

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