Il caso dell'anarchico
Caccia ad Alfredo Cospito senza fine: il magistrato di sorveglianza scambia un saluto per apologia nazista…
Accolto il reclamo dell’anarchico detenuto al 41 bis: il magistrato di sorveglianza aveva scambiato una missiva a lui destinata per un’apologia di Hitler...
Cronaca - di Frank Cimini
L’articolo 41bis del regolamento carcerario rischia addirittura di coprirsi di ridicolo se è vero che è stata necessaria una ordinanza emessa da un collegio formato da un giudice e due esperti per stabilire che Alfredo Cospito aveva diritto a ricevere una cartolina con saluti anarchici in precedenza bloccata dal magistrato di sorveglianza.
Il reclamo proposto da Cospito è stato accolto. “La cartolina spedita al detenuto – scrivono i giudici – reca un disegno con un cerchio nella parte superiore al cui interno è inserita la scritta’5G’. Dal cerchio si dipanano delle specie di onde a forma di svastica nazista che sovrastano i palazzi di una città”. “Il complesso del disegno può condurre a differenti soggettive interpretazioni ma non si crede proprio – si legge nell’ordinanza – che venga in rilievo una apologia del nazismo. Pare al Collegio che il disegno voglia invece rappresentare il rischio che il sistema ‘5G’ sia stato ideato per finalità di dominio proprie dell’ evocato regime nazista”. Per i giudici si tratta di una sorta di rappresentazione di un regime comunicativo imposto a tutti. “Lo scritto sul retro poi contiene in lingua sarda un saluto al detenuto, è un verso di una nota poesia contro il cosiddetto ‘Editto delle chiudende’ che in Sardegna nei primi decenni del 1800 ha dato corso ai latifondi”.
Lo scritto dimostra padronanza della storia e del diritto della Sardegna. Il testo citato dal mittente sarebbe quello di “Su patrioti sardina sos feudatarios”.
Insomma era un cartolina di saluti anarchici tra compagni. Nel reclamo Cospito aveva sostenuto che l’ideologia anarchica non era fuorilegge. Il magistrato di sorveglianza bloccava la missiva ipotizzzando addirittura “simboli riconducibili a una ideologia incompatibile con i principi dell’ordinamento democratico”. Paradossalmente Alfredo Cospito detenuto con il regime del carcere duro come anarchico veniva fatto passare quasi come adepto del nazismo. Al danno si aggiungeva la beffa. Il Tribunale di Sorveglianza ha rimesso le cose a posto. Intanto a Cospito viene impedito di acquistare libri che la direzione del carcere non vuole considerandoli non necessari alla sua formazione. Siamo ben oltre lo spirito e la lettera dello stesso 41 bis che dovrebbe servire solo a impedire comunicazioni con l’esterno e con i gruppi di appartenenza.