Si aggrava il bilancio della strage

Crans Montana, aveva 18 anni la 41esima vittima morta un mese dopo l’incendio: “Altri 5 feriti gravi”

La lettera di Papa Leone nel trigesimo della strage: "Trafitti dal senso di abbandono". L'11 e 12 febbraio nuovo interrogatorio per i Moretti

Cronaca - di Redazione Web

2 Febbraio 2026 alle 11:55

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People lay flowers and candles on the national day of mourning at the Muensterplatz, Zurich, Switzerland, Friday Jan. 9, 2026, following the deadly fire at the “Le Constellation” bar in Crans-Montana. (Claudio Thoma/Keystone via AP)
People lay flowers and candles on the national day of mourning at the Muensterplatz, Zurich, Switzerland, Friday Jan. 9, 2026, following the deadly fire at the “Le Constellation” bar in Crans-Montana. (Claudio Thoma/Keystone via AP)

A un mese dall’incendio de Le Constellation, si aggrava ulteriormente il bilancio della strage di Crans Montana, in Svizzera. Aveva 18 anni, cittadino svizzero, era ricoverato all’ospedale di Zurigo. Sale così a 41 il bollettino delle vittime, 22 maschi e 19 femmine. In metà erano minorenni. 115 i feriti. Quattro i 18enni svizzeri deceduti. Lo ha annunciato ieri Béatrice Pilloud, la procuratrice generale del Canton Vallese, che sta coordinando le indagini. E il bilancio potrebbe ulteriormente aggravarsi.

Le operazioni di identificazione sono state condotte finora dalla Polizia cantonale del Vallese, dal team di Identificazione vittime di catastrofe (DVI) e dall’Istituto di Medicina Legale. La direzione dell’ospedale ha parlato di almeno altri cinque dei feriti in condizioni critiche nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale. La Procuratrice non ha diffuso ulteriori informazioni in questa fase.

“In queste ore in cui le vostre anime sono trafitte non solo dalla sofferenza, ma anche dall’ incomprensione e dal senso di abbandono, non posso che affidarvi alla Vergine Maria, che vi stringe al suo cuore e vi invita a guardare con lei la Croce, sulla quale anche il suo amato Gesù ha sofferto e ha donato la sua vita”, ha scritto Papa Leone XIV in un messaggio in occasione della Messa di trigesimo in suffragio delle vittime della strage. Il Pontefice ha invocato i familiari e gli amici “la speranza di rivedere un giorno coloro che avete perduto, la speranza anche che, anche quaggiù, un nuovo giorno sorga per voi e che la gioia torni nei vostri cuori”.

Le fiamme si erano propagate velocemente e senza scampo a causa di fontanelle pirotecniche collocate su bottiglie di champagne che avrebbero incendiato il soffitto del locale. Le vittime avevano un’età compresa tra 14 e 39 anni, soltanto in quattro avevano più di 24 anni. Tra i deceduti c’erano otto cittadini francesi, tra cui una ragazza franco-britannica-israeliana; sei adolescenti italiani, tra cui un cittadino con doppia cittadinanza italo-emiratina; e un cittadino belga, uno portoghese, uno rumeno e uno turco. Si attende nelle prossime settimane un’accelerazione della collaborazione giudiziaria tra Svizzera e Italia. A inizio mese dovrebbero incontrarsi magistrati elvetici e quelli della Procura di Roma che sulla strage ha aperto un fascicolo per disastro colposo contro ignoti.

Bfm Tv, televisione francese, ha intanto trasmesso alcune registrazioni agli atti dell’inchiesta. “Vorrei che veniste, perché c’è un’emergenza al Le Constellation”, quello che si sente dalla prima chiamata di emergenza arrivata all’1:30 della notte del primo gennaio al numero di soccorso svizzro 114 subito dopo l’incendio di Crans Montana. 171 le chiamate di segnalazione in appena un’ora e mezza.

Al momento sono indagate quattro persone: i proprietari del locale Jacques Moretti e Jessica Maric, un funzionario del Comune e l’attuale capo del servizio di sicurezza pubblica del Comune. Secondo le prime indiscrezioni, confermate dal Sindaco, presso il locale non venivano fatti controlli di sicurezza dal 2019. La Svizzera nelle scorse settimane ha accettato che l’Italia collaborasse nell’inchiesta. Forti critiche erano state sollevate per la scarcerazione di Moretti dopo il pagamento della cauzione da 200mila franchi svizzeri. La coppia tornerà, per la terza volta, davanti alla procuratrice aggiunta del Vallese Christine Seppey l’11 e il 12 febbraio.

Predisposta una maxi-aula da 170 posti per l’occasione, l’Energypolis nel campus universitario di Sion. Presso la stessa sede saranno sentiti gli altri due indagati: venerdì 6 febbraio Christophe Balet, attuale responsabile della sicurezza pubblica del Comune della stazione sciistica, e lunedì 9 febbraio il predecessore, Ken Jacquemoud. “Togliere invece la competenza al Canton Vallese di condurre l’inchiesta per un fatto che si è consumato sul suo territorio da noi è inimmaginabile. La competenza giudiziaria è prima di tutto cantonale per Costituzione. Far venire un giudice, un procuratore, un esperto da fuori al limite ci sta, spostare un procedimento altrove sarebbe una cosa gravissima”, le parole di Roberto Balzaretti, l’ambasciatore svizzero in Italia, al Tg2.

2 Febbraio 2026

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