Pd, M5s e Avs fermano il meeting organizzato dalla Lega

Fascisti fuori da Montecitorio: la sinistra insorge e salta tutto, la divisione della Lega passa dalla Remigrazione alla Camera

Un gruppo di parlamentari, tra cui Cuperlo, Boldrini e Bonelli arrestano la presentazione di una legge per deportare gli immigrati al canto di “Bella Ciao”

Politica - di David Romoli

31 Gennaio 2026 alle 09:00

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Domenico  Forgiule LEGA circondato dai parlamentari della sinistra, Angelo Bonelli AVS durante l’occupazione della sala stampa della Camera per impedire  la  conferenza stampa di presentazione della raccolta firme a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare ‘ Remigrazione e Riconquista’. Camera dei Deputati, Roma Venerdì 30 Gennaio  2026 (foto Mauro Scrobogna / LaPresse)
Domenico Forgiule LEGA circondato dai parlamentari della sinistra, Angelo Bonelli AVS durante l’occupazione della sala stampa della Camera per impedire la conferenza stampa di presentazione della raccolta firme a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare ‘ Remigrazione e Riconquista’. Camera dei Deputati, Roma Venerdì 30 Gennaio 2026 (foto Mauro Scrobogna / LaPresse)

Per qualche ora, incredibile ma vero, Lorenzo Fontana, presidente della Camera e leghista della vecchia scuola, di quelli che sopportano la svolta di Salvini solo per amor di voti e se incrociano Vannacci cambiano strada, diventa l’eroe di un antifascismo quasi militante. Alla Camera “remigrazionisti”, in questo caso fascisti più o meno dichiarati, e antifascisti più da corteo che da solenni istituzioni non si fanno mancare niente: urla e insulti e a volontà, strilli e spintoni e naturalmente Bella Ciao a volontà.

Pietra dello scandalo è la conferenza stampa sulla remigrazione – che si traduce in deportazioni di migranti – organizzata dal deputato leghista di Lamezia Terme Domenico Furgiuele, uno che se mai Vannacci darà davvero vita al partito di estrema destra che promette potrebbe diventarne la tessera numero uno. Fontana aveva provato a sconsigliare con le buone l’improvvida iniziativa. Il vannacciano non gli aveva dato retta confermando l’appuntamento. Ospiti graditi: CasaPound, Veneto Fronte Skinheads, Rete dei Patrioti. Incresciosa l’assenza di Forza Nuova, buco parzialmente colmato da un ex del gruppo. Appuntamento alle 11 nella saletta di Montecitorio: una trentina di posti. Furgiuele, essendo univeralmente nota la decisione del centro sinistra di impedire la profanazione neofascista del tempio della democrazia, si piazza a presidio con larghissimo anticipo. Quando arriva il corteo per occupare la saletta la trova così già occupata e partono insulti e improperi. Una deputata dei 5S si impadronisce del microfono: “Ora la conferenza stampa la facciamo noi e spieghiamo perché siamo qui”. I leader di Avs, Fratoianni e Bonelli intonano Bella Ciao ma, date le battagliere circostanze, non stona Fischia il Vento e infatti parte pure quella.

Gianni Cuperlo, che è un colto, improvvisa una prolusione sulle tematiche fondanti dell’antifascismo. Laura Boldrini si sgola: “I fascisti alla Camera non entrano. Non c’è posto per i fascisti nelle istituzioni”. I deputati di Pd, M5S e Avs brandiscono la Costituzione. Furgiuele la invoca: “Vi riempite la bocca di democrazia però non la rispettate!”. “Zitto tu che in aula hai fatto il segno della Decima Mas”. Fontana decide di mettere fine alla piazzata: “Conferenza stampa annullata per motivi di ordine pubblico”. Tutti a casa. Anzi in piazza, di fronte a Montecitorio dove la rissa viene sfiorata di nuovo e stavolta non con l’ospite leghista ma con i leghisti neofascisti. Riccardo Magi sfoggia una fotografia di Giacomo Matteotti. Un cronista indiscreto chiede a uno dei presenti, esponente di Remigrazione e Riconquista, “Fuori i Mori” insomma, cosa ne pensi. “Quello sta bene dove sta”, risponde il riconquistatore senza sospettare di essere filmato e ce ne vuole in una situazione simile. Il Pd diffonde il video: “Ecco a chi abbiamo impedito di parlare. Non c’è spazio nelle istituzioni per le nostalgie fasciste e naziste”.

Dovrebbe essere finita e invece no, perché Furgiuele non demorde. Prova a fare entrare i paladini della remigrazione dalle porte laterali: “Giusto per un caffettino e sono miei ospiti come da regolamento”. I deputati in arme subodorano: “Tutti alla porta 8”. Fortuna che interviene il solito Fontana: “Oggi gli ospiti non entrano”. Vittoria. “Abbiamo difeso la Costituzione” esultano gli antifascisti e avrebbero ragione se la minaccia, che è reale, arrivasse da figuri che sembrano usciti dal mitico Vogliamo i colonnelli di Mario Monicelli invece che da chi prima conquista col voto le istituzioni e poi, se del caso, organizza le squadracce della Remigrazione. A prima vista la manifestazione di ieri è stata puro folklore, tanto che anche da destra le critiche alla turpe censura rossa arrivano col contagocce e di rara sobrietà. Figurarsi che Salvini neppure commenta ed è un caso più unico che raro. Ma qualcosa di politico, in controluce filtra. La necessità di trovare un collante per l’opposizione e l’antifascismo sta lì apposta: ieri c’erano tutti, maggioranza e minoranza del Pd, pentastellati e rossoverdi, con tanto di applausi dei renziani.

Ma soprattutto è andata plasticamente in scena la divisione della Lega. Quelli come Fontana, Zaia, Giorgetti e con loro più o meno il 95% del partito dell’alieno con fantasie dittatoriali, Vannacci generale Roberto, non ne possono più. Se non se ne va da solo, come fa sperare, lo accompagneranno alla porta. Salvini no, vuole tenerselo stretto, violenta l’evidenza giurando che non ci sono problemi, ha in programma un incontro risolutore coperto da segreto di Stato quanto a data e luogo. Sennò arrivano i giornalisti. In soldoni l’ex Capitano ha paura che il graduato gli porti via quel tanto di voti sufficiente a farlo superare di brutta da Forza Italia.

31 Gennaio 2026

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