Morti bianche
Tre vittime in un giorno, dal Nord al Centro al Sud: continua la strage silenziosa delle morti sul lavoro in Italia
A Livorno, in provincia dell'Aquila, a Palermo. Un operaio schiacciato da un mezzo pesante, un altro morto nel cantiere della centrale idroelettrica, un altro caduto da un'impalcatura
Cronaca - di Redazione Web
Strage silenziosa che continua tra i cantieri e le fabbriche d’Italia nel silenzio quasi o del tutto totale di istituzioni e media. Tre morti in un giorno solo. Al Nord, al Centro, al Sud. A Livorno, all’Aquila e a Palermo. “Il tema della sicurezza è un tema sul quale noi non abbiamo mai abbassato la guardia e non possiamo assolutamente farlo. Sono stati fatti dei passi in avanti, anche nel lavoro con il ministero, il governo. Noi pensiamo che serva una grandissima alleanza, un’alleanza fra tutte le forze. I troppi morti sono veramente una vergogna per un Paese che si dichiara civile”, aveva dichiarato proprio oggi la segreteria generale della Cisl Daniela Fumarola rispondendo ai giornalisti riguardo le recenti vittime registrate sul posto di lavoro.
A Livorno, quartiere Shanghai, un 50enne è rimasto schiacciato da un mezzo pesante, ha sofferto un politrauma da schiacciamento. L’operaio stava scaricando una benna con materiale edile in via Piombanti. Era residente a Ponsacco. Niente da fare per i soccorritori del 118 giunti tempestivamente, sul posto anche un’automedica e i Vigili del Fuoco. Aperte le indagini dagli ispettori del Dipartimento di Igiene e Sicurezza sul Lavoro dell’Asl Nord Ovest. Sul posto è intervenuta la Polizia di Stato. L’area è stata messa sotto sequestro e i colleghi della vittima sono stati ascoltati.
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A Petrella Liri, frazione di Cappadocia in provincia dell’Aquila, un operaio era rimasto vittima di un incidente nel cantiere della nuova centrale idroelettrica. Aveva 59 anni, di nazionalità romena. Era residente a Civitavecchia e lavorava per una ditta impegnata nella realizzazione di un grande serbatoio idrico destinato ad approvvigionare una vasta porzione di territorio. A lanciare l’allarme i colleghi, l’uomo era stato trasferito con l’elisoccorso del 118 all’ospedale di Avezzano, era in condizioni critiche aggravate da emorragie e da molteplici e gravi traumi. È stato sottoposto a un lungo intervento chirurgico. È morto poco dopo la mezzanotte.
A Palermo, nella zona industriale del quartiere Brancaccio, un operaio di 40 anni è morto dopo essere caduto da un’impalcatura nel capannone di una ditta in via Emiro Giafar. Stava apportando delle riparazioni. A lanciare l’allarme sono stati i colleghi. Quando i sanitari del 118 sono arrivati sul posto, non c’era già più niente da fare per l’uomo. Le indagini sono condotte dai carabinieri e dai tecnici della Spresal dell’Asp di Palermo. La vittima aveva una moglie e due figli.
Secondo i dati dell’Osservatorio Nazionale di Bologna Morti sul lavoro, che monitora il fenomeno dal 2028 e che da quest’anno registra anche le vittime di “superlavoro”, cosiddetto Karoshi, nel 2025 sono state 1.450 le vittime in totale di cui 1.032 sul posto di lavoro. Secondo quanto riferito, ogni giorno, domeniche comprese, in Italia perdono la vita 3,95 lavoratori. “Non esiste alcun calo reale delle morti sul lavoro – spiegava il curatore dell’Osservatorio, Carlo Soricelli – Una parte consistente delle vittime viene esclusa dalle statistiche ufficiali perché non rientra nella competenza Inail: lavoratori in nero, pensionati costretti a lavorare, agricoltori, autotrasportatori, morti per stress e superlavoro”.