Il flop

Tassa sui pacchi da due euro, il boomerang del governo Meloni: aggirata dai giganti cinesi, danneggia la logistica italiana

Economia - di Redazione

23 Gennaio 2026 alle 13:02

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Tassa sui pacchi da due euro, il boomerang del governo Meloni: aggirata dai giganti cinesi, danneggia la logistica italiana

La tassa da due euro sui pacchi dal valore inferiore di 150 euro provenienti dai paesi extra europei introdotta dal governo Meloni in legge di bilancio, un tentativo di racimolare soldi per finanziare le altre misure presenti in Manovra (la stima era di recupera fino a 240 milioni di euro l’anno) e un tentativo di penalizzare l’introduzione di merce cinese a basso costo, lo stesso di una simile tassa da tre euro approvata dall’Unione Europea che entrerà in vigore dal luglio di quest’anno, si è rivelata un clamoroso boomerang.

Nulla di sorprendente, va detto. Già a dicembre le associazioni che rappresentano il mondo della logistica italiana avevano sottolineato che per giganti come Temu, AliExpress o Shein, tre delle più grandi aziende di e-commerce cinese, sarebbe stato facile aggirare la tassa e trovare dunque un modo per non pagarla, paradossalmente danneggiando proprio il settore della logistica.

Lo stratagemma è stato infatti piuttosto semplice, ovvero inviare i pacchi extra Ue in altri Paesi europei che non hanno adottato la tassazione, come la vicina Francia o la Germania, e poi spedirli in Italia con i camion. In questo modo, come denunciato da Confetra, la federazione dei trasporti e della logistica, aggirare il balzello imposto dal governo Meloni è semplice. Altro metodo consiste nel far atterrare gli aeri carichi di merce cinese a basso costo già in Italia, ma portare la merce in un altro Paese Ue dove viene “sdoganata” prima di far ritorno in Italia a bordo di camion: è una possibilità prevista dal regime di transito doganale previsto dalle normative europee.

Gli effetti della tassazione si farebbero già sentire, a detta di Andrea Cappa, direttore generale di Confetra: l’aeroporto milanese di Malpesa, tra i principali in Italia per il traffico merci, dall’inizio dell’anno avrebbe già perso oltre trenta voli cargo dirottati verso Liegi, Budapest, Francoforte e anche Parigi. Secondo Repubblica, che cita dati dell’Agenzia delle dogane, le preoccupazioni di Confetra sarebbero confermate: nei primi 15 giorni dell’anno il traffico delle spedizioni sotto i 150 euro sarebbe calato di circa il 40 per cento rispetto allo stesso periodo del 2025.

Ovviamente un traffico ridotto di merce sull’asse Cina-Italia equivale ad una perdita di gettito e di lavoro per le aziende italiane del settore logistica. È anche per questo che giovedì 22 gennaio Forza Italia ha presentato un suo emendamento al decreto Milleproroghe per sospendere la tassa e rinviarla almeno all’entrata in vigore della tassa europea del prossimo luglio.

di: Redazione - 23 Gennaio 2026

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