La lettera al premier scandinavo
A Trump non gli passa e rinfaccia alla Norvegia di avergli negato il Nobel: “Pace? Penso agli USA, dobbiamo avere la Groenlandia”
"Il tuo Paese ha deciso di non assegnarmi il Premio Nobel per la Pace per aver fermato 8 guerre, Danimarca non può proteggere la Groenlandia da Russia o Cina"
Esteri - di Redazione Web
Alle riserve di metalli rari e alla sicurezza geopolitica contro la minaccia rappresentata dalle navi di russi e cinesi che “sono dappertutto” in Groenlandia, si aggiunge anche il rancore per il Premio Nobel per la Pace che Donald Trump avrebbe voluto ricevere subito e immediatamente dopo il quantomeno opaco accordo sul cessate il fuoco nella Striscia di Gaza dello scorso autunno. “Non mi sento più in dovere di pensare esclusivamente alla pace” visto che mi è stato negato il Premio Nobel “per aver fermato otto guerre in più”, ha scritto il Presidente degli Stati Uniti in una lettera al primo ministro norvegese Jonas Gahr Støre e riportata da diverse agenzie internazionali e canali televisivi americani.
È un ulteriore step nell’escalation di dichiarazioni e mire grottesche del tycoon che a se stesso aveva ricondotto perfino l’omicidio del regista Rob Reiner: difficile fare peggio. Questa lettera comunque se la gioca. “Considerando che il tuo Paese ha deciso di non assegnarmi il Premio Nobel per la Pace per aver fermato 8 guerre in più non mi sento più in dovere di pensare esclusivamente alla pace, anche se questa rimarrà sempre predominante, ma ora posso pensare a ciò che è bene e giusto per gli Stati Uniti d’America”. Non gli è ancora passata insomma al tycoon. Il riconoscimento si assegna in effetti, a differenza degli altri conferiti dall’Accademia di Svezia, a Oslo. A Trump dev’essere bastata la consegna della medaglia del Nobel della leader dell’opposizione venezuelana Maria Corina Machado, che alla Casa Bianca ha donato quel premio nonostante Trump l’abbia al momento esclusa dal governo del Paese sudamericano dopo la cattura e il trasferimento negli USA di Nicolas Maduro. L’Accademia ha comunque chiarito che il Premio resta assegnato alla dissidente venezuelana.
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La missiva continua sostenendo che la Danimarca, della quale fa parte la Groenlandia, “non può proteggere quella terra dalla Russia o dalla Cina, e perché mai dovrebbe avere un ‘diritto di proprietà’? Non ci sono documenti scritti, c’è solo che una nave vi approdò centinaia di anni fa, ma anche noi avevamo navi che vi approdavano. Ho fatto più di chiunque altro per la Nato sin dalla sua fondazione, e ora la Nato dovrebbe fare qualcosa per gli Stati Uniti. Il mondo non sarà sicuro finché non avremo il controllo completo e totale della Groenlandia”. Già è stata smentita largamente la versione secondo cui Trump avrebbe fermato otto guerre. Non si tratta tuttavia di una questione personale, nonostante le uscite avventurose e grottesche del tycoon, quanto piuttosto dell’obiettivo degli USA di controllare la loro parte di emisfero.

Annessione necessaria per Washington per la sicurezza e per le riserve di metalli rari i cui giacimenti non sono quasi mai stati sfruttati – per via delle condizioni inospitali tra clima, strati di ghiaccio, infrastrutture insufficienti. In Groenlandia gli USA hanno una grossa base aerea a Pituffik e, in virtù di un accordo del 1951, possono muovere soldati e mezzi e costruire altri avamposti liberamente purché consultino il governo locale e quello danese. Non abbastanza, evidentemente. Trump ha parlato dell’isola come “circondate da navi russe e cinesi”. Contro l’annessione o l’acquisto si sono schierati i leader europei, nessun risultato dal vertice a Washington della scorsa settimana con rappresentanti di Danimarca e Groenlandia. “Se dobbiamo scegliere tra gli Stati Uniti e la Danimarca qui e ora, scegliamo la Danimarca”, aveva dichiarato il primo ministro groenlandese Nielsen.
Appena qualche ora prima di quel vertice, Trump aveva scritto su Truth un altro posto che aveva ulteriormente alzato la tensione. “Gli Stati Uniti hanno bisogno della Groenlandia per motivi di sicurezza nazionale. È fondamentale per il Golden Dome che stiamo costruendo. La Nato dovrebbe aprirci la strada per ottenerla. SE NON LO FACCIAMO NOI LO FARANNO LA RUSSIA O LA CINA, E QUESTO NON PUÒ ACCADERE! Dal punto di vista militare, senza il vasto potere degli Stati Uniti, che ho in gran parte costruito durante il mio primo mandato e che ora sto portando a un livello nuovo e ancora più alto, la Nato non sarebbe una forza efficace o un deterrente, neanche lontanamente! Loro lo sanno, e lo so anch’io. La Nato diventa molto più formidabile ed efficace con la Groenlandia nelle mani degli Stati Uniti. Qualunque cosa al di sotto di questo è inaccettabile”.
In Groenlandia vivono circa 57mila persone, un terzo dei residenti abita nella capitale Nuuk. La maggior parte sono contrari sia all’acquisto che all’annessione anche se in molti sono favorevoli anche all’indipendenza da Copenaghen: un percorso verso un referendum è stato difatti compromesso dall’intervento degli USA. Ha un governo dal 1979 e larghe autonomie politiche. La Danimarca aveva comunque annunciato all’inizio del 2025 un vasto piano di riarmo, dal 2,7% al 3,2% del PIL per i successivi due anni. 120 miliardi di corone danesi, circa 16 miliardi di euro. Il Presidente degli USA ha intanto nominato anche un inviato speciale per gli interessi americani nell’isola, il governatore della Louisiana Jeff Landry. La scorsa estate era stata scoperta anche un’operazione di spionaggio per influenzare la politica locale. Copenaghen ha annunciato un rafforzamento delle forze militari sull’isola. Sabato scorso migliaia di persone hanno manifestato contro le mire espansionistiche di Trump sia nella capitale della Danimarca che a Nuuk.