Italia paradiso fiscale per la successione
Oxfam e le disuguaglianze record nel mondo: i primi 12 miliardari possiedono quanto la metà più povera dell’umanità
Ai più ricchi del pianeta un 2025 segnato da guerre, crisi climatica e tensioni commerciali sull’asse Washington-Bruxelles, non ha lasciato scorie. Anzi, quello appena trascorso è stato l’ennesimo anno straordinario: per la prima volta i miliardari hanno superato quota 3mila e tra novembre 2024 e novembre 2025 hanno visto esplodere la propria ricchezza netta di 2.500 miliardi di dollari, per un totale aggregato che sfonda quota 18.300: vuol dire +16,2% in un anno, un tasso tre volte superiore alla crescita media registrata tra 2020 e 2024.
I numeri li pubblica Oxfam in occasione dell’apertura dei lavori del World Economic Forum di Davos, la località alpina svizzera nei pressi di Ginevra in cui si riuniscono capi di Stato, di governo e imprenditori per discutere di “cooperazione internazionale”.
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Un 2025 che conferma un dato chiave: le diseguaglianze economiche sociali, a livello globale come in Italia non si frenano ma al contrario “si acuisce la distanza tra “vincitori” e “vinti”, a discapito delle tante promesse che ci sono state fatte e delle ricette politiche che avrebbero dovuto portare all’emancipazione economica collettiva”, è il commento che fa ad Avvenire Mikhail Maslennikov, policy advisor su giustizia economica di Oxfam Italia.
D’altra parte i primi 12 nella classifica delle fortune globali, da Elon Musk a Bernard Arnault passando per Jeff Bezos e Mark Zuckerberg, possiedono oggi quanto la metà più povera dell’umanità: circa 4 miliardi di persone.
Le disuguaglianze in Italia
Nel Belpaese guidato da Giorgia Meloni, la premier che nella conferenza stampa di inizio anno aveva annunciato di voler focalizzare il suo impegno su sicurezza e crescita, in realtà l’emergenza reale sarebbe la povertà e le disuguaglianze.
Un “sistema Paese” che si conferma iniquo, dove il 10% più benestante delle famiglie ha in mano il 59,9% della ricchezza nazionale, mentre la metà più povera si ferma al 7,4 per cento. E se la ricchezza nazionale in termini nominali è aumenta tra giugno 2024 e giugno 2025 del 3,6% (da 10.610 a 10.990 miliardi di euro), quasi due terzi dell’incremento sono andati al top 5% delle famiglie, mentre la metà più povera ne ha intercettato appena il 4,6%.
Già oggi inoltre quasi due terzi della ricchezza dei miliardari italiani è ereditata, ma Oxfam stima che nel prossimo decennio “passeranno di mano” almeno 2.500 miliardi di euro: “Il tutto in un contesto normativo con un prelievo molto blando sulla ricchezza trasferita, che fa dell’Italia un paradiso fiscale per la successione“.

Oxfam contesta le principali misure economiche adottate dal governo sul tema economico che, in molti casi, avrebbero come risultato un ulteriore aggravamento dei divari economico-sociali nel Paese. Si va dal taglio della seconda aliquota Irpef in manovra, che produce benefici modesti e concentrati soprattutto sui contribuenti con redditi medio-alti, alle critiche all’uso della detassazione salariale, che non modifica secondo la Ong i meccanismi che causano i bassi livelli retributivi, scaricando inoltre sulla fiscalità generale il compito di sostenere retribuzioni e recupero del potere d’acquisto. Restano invece un tabù degli interventi che potrebbero dare un forte contributo alla limitazione delle disuguaglianze: è il caso dei prelievi su donazioni e grandi successioni, al mancato aggiornamento del catasto, con gli attuali valori e dunque prelievi obsoleti e disallineati rispetto ai valori di mercato.