La contesa
Groenlandia, la Danimarca rafforza la presenza militare ma Trump annuncia: “Ne abbiamo bisogno, è fondamentale per il Golden Dome”
Il Presidente degli USA sui social: "La Nato dovrebbe aprirci la strada per ottenerla. SE NON LO FACCIAMO NOI LO FARANNO LA RUSSIA O LA CINA". Ue con Copenaghen
Esteri - di Redazione Web
Non sa neanche chi sia il primo ministro della Groenlandia ma vuole la Groenlandia, Donald Trump. “Non so chi sia. Non so nulla di lui. Ma questo sarà un grosso problema per lui”, ha detto al New York Times definendo l’annessione “psicologicamente importante”. Non cadono nel vuoto le sue mire espansionistiche sull’isola. “Continueremo a rafforzare la nostra presenza militare in Groenlandia, ma avremo un focus ancora maggiore all’interno della NATO su più esercitazioni e su una maggiore presenza dell’Alleanza nell’Artico“, ha dichiarato il ministro della Difesa danese Troels Lund Poulsen in una dichiarazione all’Afp. La Danimarca, ha assicurato, “ha un dialogo continuo con i suoi Alleati riguardo alle nuove e maggiori attività nel 2026”.
Non è un’eccezione, di riarmo si discute ormai in ogni parte del mondo, ma si è tornato a parlare assiduamente dell’isola più grande della Terra proprio per via delle parole di Trump. Annessione necessaria a Washington per la sicurezza e per le riserve di metalli rari i cui giacimenti non sono quasi mai stati sfruttati – per via delle condizioni inospitali tra clima, strati di ghiaccio, infrastrutture insufficienti. In Groenlandia gli USA hanno una grossa base aerea a Pituffik e, in virtù di un accordo del 1951, possono muovere soldati e mezzi e costruire altri avamposti liberamente purché consultino il governo locale e quello danese. Non abbastanza, evidentemente. Trump ha parlato dell’isola come “circondate da navi russe e cinesi”.
- Groenlandia, i Repubblicani preparano l’annessione: ecco la legge per “intraprendere qualsiasi azione” per ottenere l’isola
- Groenlandia, Trump minaccia la rottura con gli alleati per Nuuk: “Potrei dover scegliere tra l’isola e la Nato”
- Groenlandia, figlia del colonialismo europeo: perché stare dalla parte di inuit, dei cani e delle slitte
- Groenlandia, la doppia opzione Usa per strappare l’isola alla Danimarca: “Vogliamo comprarla, ma non esclusa la forza”
I leader europei si sono schierati subito contro lo scenario: a inizio gennaio i governi di Francia, Germania, Italia, Regno Unito, Spagna, Polonia e Danimarca hanno diffuso una dichiarazione congiunta che si schierava contro le mire espansionistiche. In Groenlandia vivono circa 57mila persone, circa un terzo dei residenti abita nella capitale Nuuk. La maggior parte sono contrari sia all’acquisto che all’annessione anche se in molti sono favorevoli anche all’indipendenza da Copenaghen: un percorso verso un referendum è stato difatti compromesso dall’intervento degli USA. Ha un governo dal 1979 e larghe autonomie politiche. La Danimarca aveva comunque annunciato all’inizio del 2025 un vasto piano di riarmo, dal 2,7% al 3,2% del PIL per i successivi due anni. 120 miliardi di corone danesi, circa 16 miliardi di euro. Il Presidente degli USA ha intanto nominato anche un inviato speciale per gli interessi americani nell’isola, il governatore della Louisiana Jeff Landry. La scorsa estate era stata scoperta anche un’operazione di spionaggio per influenzare la politica locale.
A una conferenza stampa a Bruxelles dedicata al prestito dell’Unione Europea all’Ucraina, la Presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha assicurato sostegno alla Danimarca. “Sappiamo che il collante tra gli alleati è il fatto che c’è sempre un chiaro modello ‘uno per tutti, tutti per uno’. Quindi la Nato è il forum per integrare i diversi interessi. Ma, ovviamente, l’Artico e la sicurezza artica sono anche una questione che riguarda l’Unione Europea, senza alcun dubbio. Abbiamo investito per anni nel nostro rapporto con la Groenlandia”.
La presidente von der Leyen ha ricordato di aver visitato l’anno scorso l’isola per aprire l’ufficio UE. “Abbiamo un programma di investimenti, abbiamo intensificato il nostro impegno dall’anno scorso e abbiamo accelerato il nostro lavoro. C’è un rapporto forte, buono tra l’Unione Europea e i groenlandesi. Per me è importante che i groenlandesi sappiano, e lo sanno dai fatti, non solo dalle parole, che rispettiamo i desideri dei groenlandesi e i loro interessi e che possono contare su di noi”.
Anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha definito la posizione dell’Italia “molto chiara: l destino della Groenlandia è una scelta della Danimarca e della Groenlandia. L’importante che ci sia la sicurezza dell’Artico e lo può fare la Nato” ha detto a Rete4 annunciando “la presentazione di un piano italiano per l’Artico”. La Francia ha annunciato l’apertura di un consolato in Groenlandia il 6 febbraio, un “segnale politico” perché “la Groenlandia non vuole essere posseduta, governata, negata o integrata dagli Stati Uniti. La Groenlandia ha scelto la Danimarca, la Nato e l’Unione”, ha dichiarato il ministro degli Esteri Jean-Noël Barrot alla radio RTL. È previsto oggi un vertice a Washington con il vice presidente degli USA JD Vance, il ministro degli Esteri danese Lars Løkke Rasmussen e la sua omologa groenlandese Vivian Motzfeldt. “Se dobbiamo scegliere tra gli Stati Uniti e la Danimarca qui e ora, scegliamo la Danimarca”, ha dichiarato il primo ministro groenlandese Nielsen.
A poche ore dall’incontro, tanto per chiarire le posizioni in campo, Trump ha lanciato un altro strale sui social. “Gli Stati Uniti hanno bisogno della Groenlandia per motivi di sicurezza nazionale. È fondamentale per il Golden Dome che stiamo costruendo”, ha scritto in un post sul suo social media Truth. “La Nato dovrebbe aprirci la strada per ottenerla. SE NON LO FACCIAMO NOI LO FARANNO LA RUSSIA O LA CINA, E QUESTO NON PUÒ ACCADERE! Dal punto di vista militare, senza il vasto potere degli Stati Uniti, che ho in gran parte costruito durante il mio primo mandato e che ora sto portando a un livello nuovo e ancora più alto, la Nato non sarebbe una forza efficace o un deterrente, neanche lontanamente! Loro lo sanno, e lo so anch’io. La Nato diventa molto più formidabile ed efficace con la Groenlandia nelle mani degli Stati Uniti. Qualunque cosa al di sotto di questo è inaccettabile”