Il processo contro la Ong Mediterranea
Processo Mare Jonio, il tribunale di Ragusa dispone la distruzione di intercettazioni e chat: “Usate per la macchina del fango”
La Ong Mediterranea Saving Humans segna un punto in suo favore nel processo in corso a Ragusa per il caso “Mare Jonio”, la nave di soccorso protagonista di un salvataggio nel Mediterraneo nell’agosto 2020. Sei membri della Ong (Pietro Marrone, comandante della nave, Alessandra Metz, legale rappresentante della società armatrice Idra Social Shipping, Giuseppe Caccia vicepresidente Cda della Idra e capo spedizione, tre componenti dell’equipaggio, ovvero il medico Agnese Colpani, il soccorritore Fabrizio Gatti e il tecnico a bordo, Georgios Apostolopoulos, oltre al fondatore Luca Casarini), sono accusati di favoreggiamento aggravato dell’immigrazione clandestina.
L’inchiesta della Procura di Ragusa riguarda il salvataggio di 27 naufraghi dalla nave cargo danese Maersk Etienne e il successivo trasbordo sulla nave umanitaria Mare Jonio dopo che per 38 giorni i migranti rimasero sul ponte del mercantile perché nessun paese europeo rispose alla richiesta di autorizzazione allo sbarco. Dopo l’intervento di salvataggio della Mare Jonio, possibile grazie alla richiesta di assistenza medica certificata dal medico di bordo, la società della nave mercantile fece una donazione alla Ong, pubblica e trasparente, ma per i pm quel passaggio di denaro fa scattare l’accusa d favoreggiamento aggravato dell’immigrazione clandestina.
Nella seconda udienza tenuta oggi a Ragusa, i giudici hanno disposto la distruzione di tutte le intercettazioni e le chat non pertinenti con l’imputazione o espressamente vietate dalla legge, come quelle che contengono conversazioni con parlamentari, ministri di culto, giornalisti o gli stessi legali della Ong. “Usciranno quindi definitivamente dal processo molti materiali che sono stati utilizzati in maniera strumentale per alimentare negli ultimi cinque anni la macchina del fango contro il soccorso civile in mare”, spiega in un comunicato Mediterranea.
In chiusura dell’udienza poi il presidente della Corte Elio Manenti, intervenendo in merito alla definizione delle liste dei testi da ascoltare nelle prossime udienze, ha insistito sulla necessità di concentrare la ricerca della verità processuale, innanzitutto sull’esistenza dell’autorizzazione allo sbarco in Italia delle 27 persone soccorse da parte delle Autorità competenti e, in secondo luogo, sulla natura e sui tempi del contributo economico erogato dalla società armatoriale Maersk Tankers.
“Si tratta di richieste che accogliamo positivamente: la ricostruzione di questi due aspetti, con il porto di Pozzallo assegnato per lo sbarco alla Mare Jonio dal Viminale e dall’MRCC di Roma e con l’inesistenza di qualsiasi accordo economico tra i soccorritori di Mediterranea e la compagnia armatrice danese per il salvataggio delle persone a bordo della petroliera Etienne”, è il commento dalla Ong Mediterranea Saving Humans.
La prossima udienza è stata fissata per il 12 maggio 2026 con l’esame dei testi dell’accusa.