Nella Striscia

Ancora bombe su Gaza, uccisa Dana: aveva quattro anni e stava giocando, attaccato anche il Libano

Sarebbero oltre 400 le persone uccise dall'inizio del cessate il fuoco, bloccati i negoziati sulla seconda fase. Il presidente Aoun: "Israele mina la tregua con Beirut"

Esteri - di Redazione Web

6 Gennaio 2026 alle 10:03

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The moon rises behind a tent camp for displaced Palestinians along the Muwasi, an area that Israel has designated as a safe zone, in Khan Younis southern Gaza Strip Tuesday, Oct. 7, 2025. (AP Photo/Jehad Alshrafi)
The moon rises behind a tent camp for displaced Palestinians along the Muwasi, an area that Israel has designated as a safe zone, in Khan Younis southern Gaza Strip Tuesday, Oct. 7, 2025. (AP Photo/Jehad Alshrafi)

Anche una bambina di quattro anni morta in un attacco israeliano nella Striscia di Gaza: si chiamava Dana Abu Ma‘rouf e stava giocando con le sorelle Hyba e Maryam Abu Jalal, rispettivamente 5 e 7 anni. Secondo il ministero della Salute di Gaza, controllato dall’organizzazione islamista palestinese Hamas, sarebbero oltre 400 le persone uccise nella Striscia dall’inizio del cessate il fuoco lo scorso ottobre. Oltre un milione e mezzo di persone versa ancora in condizioni di grave insicurezza alimentare, secondo l’Integrated Food Security Phase Classification. Attacchi anche in Libano da parte dell’Esercito Israeliano (Idf), il Presidente libanese Joseph Aoun ha accusato Tel Aviv di minare il cessate il fuoco con Beirut.

L’attacco che ha ucciso la bambina è stato condotto nell’area di Muwasi, a nord-ovest di Khan Younis, nel sud della Striscia, ha bersagliato una tenda che ospitava sfollati. Ucciso anche lo zio della bambina, ferite anche le bambine che stavano giocando con la vittima secondo funzionari dell’ospedale Nasser. L’esercito israeliano ha dichiarato tramite i social che l’attacco ha colpito un militante di Hamas che stava pianificando un attacco imminente contro le truppe israeliane.

Non si è ancora passati alla seconda fase della tregua nella Striscia di Gaza: il piano prevedeva il rilascio di tutti gli ostaggi israeliani e di centinaia di prigionieri palestinesi prima del passaggio alla creazione di un governo tecnico, una “Forza Internazionale di Stabilizzazione” (Isf). Hamas dovrebbe essere disarmato e l’esercito israeliano dovrebbe ritirarsi. E intanto il governo israeliano ha vietato a decine di ong di operare ella Striscia di Gaza, una trentina le organizzazioni colpite. L’assistenza e gli aiuti umanitari potranno continuare solo tramite canali approvati dal governo. Iniziativa criticata da in un comunicato congiunto dei ministeri degli Esteri Regno Unito, Francia, Canada, Danimarca, Finlandia, Islanda, Giappone, Norvegia, Svizzera e Svezia. Italia non pervenuta.

Gli ultimi attacchi in Libano sono stati condotti contro villaggi e città nel sud del Paese, nella valle della Bekaa e nella città di Sidone: obiettivo Hamas ed Hezbollah, depositi e strutture di produzione di armi, secondo quanto dichiarato dall’Idf. Aoun ha condannato gli attacchi che “mirano a vanificare tutti gli sforzi locali, regionali e internazionali per fermare l’escalation israeliana, nonostante la cooperazione del Libano a questi sforzi a vari livelli e le misure adottate dal governo libanese per estendere la propria autorità sull’area a sud del fiume Litani”. Il meccanismo di monitoraggio di cessate il fuoco è compartecipato da rappresentanti di Libano, Israele, Stati Uniti, Francia e della Forza interinale delle Nazioni Unite in Libano (Unifil).

Il cessate il fuoco è entrato in vigore a novembre 2024, Israele ha bombardato in più occasioni il Libano e mantiene alcune truppe in diverse località del suo territorio conducendo anche alcune incursioni nei villaggi di confine. Per Aoun il meccanismo dovrà affrontare anche “il ritiro delle Forze israeliane (verso il confine condiviso) e il rilascio dei prigionieri libanesi” oltre a consentire all’esercito di Beirut “di completare il suo dispiegamento (nel sud) in conformità con la risoluzione 1701 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite”. Appena ieri il portavoce dell’esercito israeliano in lingua araba, Avichai Adraee, aveva emesso un avviso di evacuazione ad almeno 300 metri di distanza per i villaggi di Kafr Hatta e Ain Al Tineh, nel Libano meridionale.

6 Gennaio 2026

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