A Montecitorio
Manovra approvata, sì anche alla Camera: il governo esulta e le opposizioni protestano: “Disastro Meloni”
216 voti favorevoli, 126 contrari, tre astenuti. Di 22 miliardi il valore complessivo
News - di Redazione Web
Approvata definitivamente dalla Camera dei deputati la legge di bilancio del 2026. 216 voti favorevoli, 126 contrari, tre astenuti. Come ormai da routine negli ultimi anni, la votazione è avvenuta a ridosso della scadenza del 31 dicembre. Il testo era stato approvato in Senato il 23 dicembre. 22 miliardi euro il valore complessivo della manovra.
La legge di bilancio è il documento di programmazione di spesa delle finanze pubbliche che il governo redige per l’anno successivo. Le principali misure: norme sugli stipendi, la riduzione dell’Irpef per dal 35% al 33% per i redditi tra i 28mila e i 50mila euro, bonus per madri lavoratrici per redditi fino a 40mila euro, aumenti dell’età pensionabile, ridotti i fondi per l’anticipo pensionistico dei lavoratori precoci e usuranti, saltata l’opzione donna, tasse agevolate su lavoro notturno e festivo.
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“Disastro Meloni”, la scritta sui cartelli esibiti dai deputati dem, richiamati dal Presidente della Camera Lorenzo Fontana. La segretaria Elly Schlein aveva accusato la manovra di austerità, incapace di affrontare carovita e liste di attesa nella Sanità, di aver aumentato l’età pensionabile e le accise. “Vendesi”, il cartello esibito da Riccardo Magi di +Europa che ha denunciato la maggioranza di “un’idea plebiscitaria del Parlamento”.
Se la manovra non fosse stata approvata entro il 31 dicembre, il governo sarebbe entrato in esercizio provvisorio. “È una manovra seria e responsabile – il post sui social di Giorgia Meloni – costruita in un contesto complesso, che concentra le limitate risorse a disposizione su alcune priorità fondamentali: famiglie, lavoro, imprese e sanità”. La maggioranza rivendica sostegno a famiglie e ceto medio insomma.
“Vorrei sottolineare – ha detto il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti – che siamo intervenuti su questioni che sembravano quasi impossibili. La tassazione solo al 5% degli aumenti contrattuali era qualcosa che veniva chiesto da sempre dai sindacati e l’abbiamo fatto per i lavoratori dipendenti con redditi più bassi. La tassazione all’1% dei salari di produttività credo anche che sia sintomatica della direzione verso cui si deve andare. Quindi davvero un bilancio positivo che dimostra ancora una volta come tutto il governo sostiene questa linea che abbiamo impostato 3 anni fa”.