La rabbia di Pechino

Taiwan, vendita record di armi per 11 miliardi dagli Stati Uniti: l’isola strumento di Trump per contenere la Cina

Esteri - di Redazione

18 Dicembre 2025 alle 12:37

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Taiwan, vendita record di armi per 11 miliardi dagli Stati Uniti: l’isola strumento di Trump per contenere la Cina

Abbandonare al proprio destino l’Unione Europea, che dovrà vedersela da sola contro eventuali minacce, con un focus tutto sul Sudamerica e l’Indopacifico. Che queste siano le nuove priorità degli Stati Uniti di Donald Trump è ormai noto, ma alle dichiarazioni del tycoon o alle parole scritte nero su bianco sui documenti della Casa Bianca, come il recente National Security Strategy, si affiancano ora accordi commerciali pesanti.

È infatti in questo quadro geopolitico che va letto l’intesa senza precedenti tra l’amministrazione Usa e Taiwan per la vendita di armi per un valore complessivo di 11 miliardi di dollari. Un accordo annunciato da Taipei e che attende solo il via libera del Congresso Usa, scontato visto il sostegno bipartisan a favore dell’isola.

Il sostegno statunitense all’isola reclamato dal regime di Pechino non è una novità, era netto anche con la precedente amministrazione Democratica di Joe Biden, facendo un salto di qualità ora con Trump. Appena lo scorso novembre era stato annunciato un primo pacchetto di aiuti militari con un controvalore di 330 milioni di dollari, composto da “componenti, pezzi di ricambio e accessori non standard, nonché supporto per la riparazione e la restituzione di aerei F-16, C-130 e Indigenous Defense Fighter (Idf)”.

Poca roba rispetto a quello annunciato nelle scorse ore dal governo di Tapei. “Questa è la seconda vendita di armi a Taiwan annunciata durante il secondo mandato dell’amministrazione Trump, a dimostrazione ancora una volta del fermo impegno degli Usa per la sicurezza di Taiwan”, ha rimarcato il ministero degli Esteri dell’isola, col governo guidato dal presidente William Lai che ha promesso di aumentare la spesa per la difesa fino al 5% del Pil entro il 2030 per contrastare la crescente pressione militare della Cina.

All’interno del pacchetto militare venduto da Washington si trovano 82 Himars, i sistemi missilistici forniti da Washington anche a Kiev per resistere all’aggressione russa, oltre a 420 Atacms e 60 sistemi di obici semoventi più i relativi equipaggiamenti. Il tutto accompagnato da pezzi di ricambio per elicotteri, missili Javelin e software militare di vario genere.

Annuncio che ha ovviamente provocato la durissima reazione cinese, che considera Taiwan parte del suo territorio destinata alla riunificazione, se necessario anche con la forza. Il portavoce del ministero degli Esteri Guo Jiakun ha sollecitato gli Stati Uniti a “rispettare il principio della ‘Unica Cina’ e ha smettere immediatamente le azioni pericolose sugli armamenti a favore di Taiwan”.

“Le forze per l’indipendenza di Taiwan sull’isola cercano l’indipendenza con la forza e resistono alla riunificazione con la forza, sperperando i soldi guadagnati con fatica per acquistare armi al costo di trasformare Taiwan in una polveriera”, ha proseguito Guo Jiakun. “Questo non può salvare il destino ormai segnato dell’indipendenza di Taiwan, ma accelererà solo la spinta dello Stretto di Taiwan verso una situazione pericolosa di confronto militare e guerra. Aiutando l’indipendenza di Taiwan attraverso la vendita di armi, gli Stati Uniti finiranno solo per danneggiare sé stessi. Qualsiasi tentativo di usare Taiwan per contenere la Cina è destinato a fallire”, le parole del portavoce del ministero.

di: Redazione - 18 Dicembre 2025

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