Prosegue il negoziato tra smentite e rilanci
La pace in Ucraina si arena sul Donbass, Zelensky: “Non lo cediamo”
Esteri - di Umberto De Giovannangeli
La diplomazia del cerino acceso imperversa. Nessuno dei protagonisti, o comparse, vuole apparire come il distruttore del piano dai punti variabili (28, 20…) congegnato da Trump e dal duo amico immobiliarista (SteveWitkoff) -genero tuttofare (Jared Kushner). La posizione negoziale russa «non è ancora cambiata: vogliono il nostro Donbass. E noi non vogliamo cedere il nostro Donbass». Lo ha detto Volodymyr Zelensky dopo i round di colloqui di lunedì della delegazione guidata dal presidente ucraino con gli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner per porre fine alla guerra tra Russia e Ucraina. Al centro del piano di pace c’è una radicale concessione territoriale: l’Ucraina cederebbe l’intera regione orientale del Donbass, sia le aree occupate dalla Russia sia quelle ancora controllate dalle truppe ucraine.
Mentre la Russia ha occupato quasi tutti i villaggi dell’Oblast’ di Luhansk, l’Ucraina continua a controllare parti significative dell’Oblast’ di Donetsk, tra cui le città chiave di Sloviansk e Kramatorsk. Secondo il piano, le forze ucraine si ritirerebbero dalle aree rimanenti, che verrebbero quindi designate come zona demilitarizzata. Il territorio sarebbe riconosciuto a livello internazionale come appartenente alla Russia, sebbene alle truppe russe sarebbe vietato l’ingresso nella zona. «Gli americani vogliono trovare un compromesso, offrono una `zona economica libera´. E lo sottolineo ancora una volta: `zona economica libera´ non significa sotto la guida della Federazione Russa», ha detto Zelensky dopo l’ultimo round di colloqui. «Né de jure né de facto riconosceremo il Donbass come russo, ovvero la parte temporaneamente occupata», ha aggiunto, sottolineando che non esiste «consenso su questo tema» con gli americani.Ma per non restare col cerino acceso in mano, Zelensky ha affermato che le proposte negoziate con i funzionari statunitensi su un accordo di pace per porre fine alla guerra della Russia in Ucraina potrebbero essere finalizzate entro pochi giorni, dopodiché gli inviati americani le presenteranno al Cremlino.
Secondo quanto riferisce il quotidiano britannico The Guardian, Zelensky, alla fine della conferenza stampa con il primo ministro olandese Dick Schoof, ha rappresentato che gli Stati Uniti dovrebbero ora portare in Russia i documenti discussi lunedì sera a Berlino per discutere delle garanzie di sicurezza proposte, del piano di pace in 20 punti e di un piano di ricostruzione per l’Ucraina. «Dopo due giorni di lavoro, abbiamo sviluppi rilevanti… Anche i nostri partner americani hanno ricevuto ieri la risposta europea e ora, viste tutte queste reazioni, penso che la parte americana contatterà la parte russa e, successivamente, ci sarà un incontro con l’Ucraina negli Stati Uniti a livello di team negoziali», ha detto Zelensky durante la conferenza stampa. «Credo che ciò accadrà nei prossimi giorni, forse questo fine settimana, forse un po’ più tardi, si spera: prima è meglio è», ha aggiunto il presidente ucraino. Tregua di Natale in Ucraina? “Dipende se ci sarà un accordo di pace”. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha risposto così ai giornalisti che gli chiedevano un commento sulla proposta di Volodymyr Zelensky per un cessate il fuoco, in particolare una tregua nei raid contro le infrastrutture energetiche, nel periodo di Natale. «La questione adesso è se, come dice il presidente Trump, raggiungeremo o meno un accordo». «Vogliamo la pace, non vogliamo una tregua che dia respiro all’Ucraina per prepararsi a continuare la guerra», ha detto Peskov, ribadendo di essere contrario a una tregua se Kiev si concentra su «soluzioni a breve termine che non sono fattibili» piuttosto che su un accordo duraturo. «Vogliamo che questa guerra finisca – ha insistito il portavoce del Cremlino – raggiungere i nostri obiettivi, assicurare i nostri interessi e garantire la pace in Europa per il futuro. Questo è quello che vogliamo». Lo stesso Peskov ha puntualizzato che non c’è stata alcuna telefonata tra Trump e Putin dopo quella, resa nota, del 16 ottobre scorso. Puntualizzazione che giunge dopo che lunedì sera il presidente Usa aveva detto di avere parlato di recente con il capo del Cremlino. Lo riferisce la Tass.
Della serie il poliziotto buono e quello cattivo a Mosca. Russia e Ucraina sono «sul punto» di un accordo per porre fine alla guerra con una soluzione diplomatica. È quanto ha dichiarato il viceministro degli Esteri russo, Sergey Ryabkov, in un’intervista esclusiva ad Abc News. «Siamo pronti a raggiungere un accordo», ha affermato Ryabkov, aggiungendo che spera che l’accordo venga raggiunto «il prima possibile». Col Donbass russo o senza? Il cerino resta acceso.