Il contest europeo
Eurovision, l’ex vincitore Nemo restituisce il trofeo per la mancata esclusione di Israele: si allarga il boicottaggio
La campagna di boicottaggio del prossimo Eurovision Song Contest, edizione 2026 che si terrà a Vienna il prossimo maggio, continua ad allargarsi.
Mentre l’Islanda si aggiunge a Spagna, Irlanda, Slovenia e Paesi Bassi come Paesi che non parteciperanno all’evento come protesta per la mancata esclusione di Israele dalla competizione, a loro si aggiunge la voce, è il caso di dirlo, di un ex vincitore.
Nemo, l’artista svizzero che vinse la competizione nel 2024, ha deciso di restituire il trofeo come protesta per la partecipazione israeliana al contest.
“L’anno scorso ho vinto l’Eurovision e mi è stato assegnato un trofeo”, ha scritto Nemo sui social. “E anche se sono grato alla comunità intorno a questo concorso e a ciò che questa esperienza mi ha insegnato sia come persona che come artista, oggi non sento più che questo trofeo debba stare sulla mia mensola”.
“L’Eurovision Song Contest si proclama simbolo di unità, inclusione e dignità per tutti, e questi sono i valori che rendono questo concorso così significativo per me”, ha dichiarato Nemo. “Ma la partecipazione di Israele, durante quello che la Commissione internazionale indipendente d’inchiesta delle Nazioni Unite ha definito un genocidio, dimostra che esiste un chiaro conflitto tra questi ideali e le decisioni prese dall’Ebu”, l’Unione Europea di Radiodiffusione che organizza l’evento.
Lo scorso 4 dicembre i membri dell’alleanza dei servizi pubblici aveva deciso per l’approvazione di un nuovo regolamento dell’Eurovision, scegliendo allo stesso tempo che non era necessario alcun voto sull’inclusione di Israele nel concorso canoro.
Una scelta che aveva spinto la rete pubblica spagnola RTVE, l’olandese Avrotros, l’irlandese RTÉ e la slovena RTV a boicottare l’edizione 2026 dell’Eurovision, la 70esima dell’evento, seguite poi dall’Islanda.
Decisione sostenuta apertamente dal 26enne svizzero Nemo. “Quando interi Paesi si ritirano, dovrebbe essere molto chiaro che qualcosa non va”, ha spiegato il cantante. “Ecco perché ho deciso di restituire questo trofeo alla sede centrale dell’Ebu a Ginevra con gratitudine e con un messaggio chiaro: vivi ciò che proclami. Se i valori che celebriamo sul palco non vengono vissuti fuori dal palco, anche le canzoni più belle perdono significato. Aspetto il momento in cui parole e azioni si allineeranno. Fino ad allora, questo trofeo è vostro”, le motivazioni di Nemo.