Lo zar attacca l'Europa

Ucraina: Putin abbraccia Trump e attacca l’Europa, Zelensky ottimista ma alle corde

Il leader russo contro l’Ue: “Vuol solo combattere con la Russia, se loro iniziano noi pronti”. Per il presidente ucraino: “Ora, più che mai, c’è la possibilità di porre fine al conflitto”

Esteri - di Umberto De Giovannangeli

3 Dicembre 2025 alle 09:00

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Alexander Kazakov, Sputnik, Kremlin Pool Photo via AP
Alexander Kazakov, Sputnik, Kremlin Pool Photo via AP

Lo zar attacca l’Europa nel giorno del “grande abbraccio”, con l’inviato di Trump Steve Witkoff. «L’Europa non ha nessun piano per l’Ucraina», ha detto il presidente russo Vladimir Putin. «Intende solo combattere con la Russia. Ma se loro inizieranno la guerra, noi siamo pronti. Anche subito». E ancora: «La Russia può isolare la Crimea dal mare, se Kiev continuerà il pirataggio contro le navi russe».

L’intemerata dello zar contro l’Europa è senza soluzione di continuità. “L’Europa si è ritirata dal processo di risoluzione della questione ucraina”, sentenzia Putin poco prima del suo incontro con gli emissari americani Steve Witkoff e Jared Kushner. «Gli europei sono offesi per essere stati presumibilmente esclusi dai negoziati. Ma voglio sottolineare che nessuno li ha esclusi. Si sono esclusi da soli… Si sono ritirati da questo processo», ha detto Putin, secondo le agenzie russe. L’Europa ha adottato la tesi di infliggere una sconfitta strategica alla Russia e continua a vivere in queste illusioni, ha aggiunto il presidente russo. All’incontro del Cremlino partecipano anche il consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov e Kirill Dmitriev, amministratore delegato del Fondo russo per gli investimenti diretti, il vero interfaccia di Witkoff in quella che si configura sempre più come la “diplomazia degli affari” tra Washington e Mosca. Sorrisi e strette di mano, Steve e Jared non sono mica europei.

Una delegazione ucraina potrebbe incontrare l’inviato speciale della Casa Bianca Steve Witkoff e il genero del presidente americano Donald Trump, Jared Kushner, oggi a seguito dell’incontro di questi ultimi con il presidente russo Vladimir Putin a Mosca. A darne notizia è stato un alto funzionario ucraino citato da Afp. “La parte ucraina non lo esclude ed è pronta” a vederli, ha detto la fonte, parlando di un possibile incontro a Bruxelles anche se “non c’è ancora un accordo chiaro e definitivo” in merito. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, nella sua visita in Irlanda, ha affermato che la sua visita rappresenta “uno dei momenti più difficili e allo stesso tempo più ottimistici”, poiché “ora, più che mai, c’è la possibilità di porre fine a questa guerra”, affermando che l’ultima bozza del piano di pace è composta da 20 punti, sui quali si è lavorato a Ginevra e in Florida, ma “alcune cose devono ancora essere risolte”. C’è una chance di mettere fine alla guerra in Ucraina in modo “decente e dignitoso”, grazie allo “sforzo” negoziale degli Usa, ha sottolineato.

Zelensky ha incontrato di persona Rustem Umerov, capo negoziatore ucraino, e altri partecipanti ai negoziati in Florida e a Ginevra e ha dichiarato su Telegram di essere stato informato sullo stato dei colloqui di pace, sottolineando che l’Ucraina sta prendendo il lavoro diplomatico con “la massima serietà”. Il leader ucraino ha accusato i russi di avere “già lanciato nuove campagne di disinformazione in vista dei preparativi per i loro prossimi incontri con la parte americana”, presumibilmente riferendosi alla narrazione russa sulla situazione sul campo di battaglia, incluso Pokrovsk. “Ho dato istruzioni – aggiunge Zelensky – di continuare il lavoro più costruttivo possibile con la squadra del presidente Trump, così come con i nostri partner europei. L’intelligence Ucraina fornirà ai partner tutte le informazioni disponibili sulle reali intenzioni della Russia e sui suoi tentativi di usare l’impegno diplomatico come copertura per indebolire le sanzioni e bloccare importanti decisioni collettive europee”. Ma il presidente ucraino sa di essere sempre più alle corde. Gli scandali sulla corruzione hanno raggiunto il suo (fu) “cerchio magico” ed ora, concordano fonti diplomatiche e analisti occidentali, piuttosto che subire la pace di Putin firmerebbe per una lunga tregua.

Intanto, un ostacolo al progetto europeo di finanziare lo sforzo bellico ucraino è arrivato ieri dalla Bce: La Banca centrale europea (Bce) ha rifiutato di fornire una garanzia per un prestito di 140 miliardi di euro destinato all’Ucraina e basato sugli asset russi immobilizzati, secondo quanto riportato dal Financial Times. «Una simile proposta non è in esame» perché probabilmente «violerebbe le norme dei trattati europei che proibiscono il finanziamento monetario». È la posizione della Bce – secondo quanto si apprende – dopo le indiscrezioni, raccolte dal Financial Times, secondo cui l’Eurotower non sarebbe intenzionata a fornire garanzie per il prestito da 140 miliardi di euro all’Ucraina, facendo leva sugli asset russi depositati presso Euroclear. «Sulla base di un esame preliminare, si tratterebbe probabilmente di finanziamento monetario», trapela dalla Bce. Bruxelles non porta bene a Zelensky.

Dall’Ue alla Nato

“Penso sia importante separare il principio dalla pratica. La situazione pratica è, come sapete, che è richiesto il consenso di tutti gli alleati affinché l’Ucraina aderisca alla Nato. E in questo momento, come sapete, non c’è consenso sull’adesione dell’Ucraina alla Nato”. Lo afferma il segretario generale della Nato Mark Rutte nel corso di una conferenza stampa alla vigilia dell’incontro tra i ministri dell’Alleanza a Bruxelles, rispondendo a una domanda specifica sull’adesione di Kiev. “Per quanto riguarda il principio, si tratta del Trattato di Washington del 1949, che è ancora valido, e anche ciò che abbiamo deciso al Vertice di Washington nel 2024”, aggiunge.

Gli Stati Uniti – a quanto si apprende – hanno detto agli alleati europei della Nato che le linee rosse sul negoziato non le possono dare loro bensì chi “è coinvolto nel campo di battaglia”, ovvero Ucraina e Russia. Washington, allo stesso tempo, ha rassicurato gli alleati di aver “recepito” le rimostranze, ma d’ora in poi chiede un taglio alle dichiarazioni pubbliche di disaccordo perché è ora di lasciare spazio ai “negoziati riservati”. Messaggio forte e chiaro: non disturbare i “manovratori” del tycoon: l’amico immobiliarista e il genero tuttofare. Quanto al segretario di Stato Marco Rubio, non guida la delegazione americana ai colloqui con Putin, non è presente al vertice dei ministri degli Esteri della Nato, meriterebbe una puntata speciale di Chi l’ha visto?

3 Dicembre 2025

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