Lo stop di Lagarde

Ucraina, la Bce frena von der Leyen sul prestito da 140 miliardi a Kiev con gli asset russi congelati: “No a garanzie”

Economia - di Redazione

2 Dicembre 2025 alle 12:14

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Ucraina, la Bce frena von der Leyen sul prestito da 140 miliardi a Kiev con gli asset russi congelati: “No a garanzie”

La possibilità da parte dell’Unione Europea di concedere un maxi prestito da 140 miliardi di euro all’Ucraina per sostenere lo sforzo bellico nel conflitto contro la Russia, basato sugli asset russi sequestrati dopo lo scoppiare della guerra e detenuti dalla società belga Euroclear Bank, un caso potenzialmente esplosivo nei rapporti tra Bruxelles e Mosca, riceve uno stop importante dalla Bce, la Banca centrale europea.

A rivelarlo è oggi il Financial Times, il quotidiano finanziario britannico, che sottolinea come la stessa Bce abbia rifiutato di fornire una garanzia per il prestito a Kiev. Per l’istituzione di Francoforte, guidata da Christine Lagarde, la proposta avanzata dalla Commissione europea violerebbe il mandato della Bce.

In particolare funzionari della Commissione Ue avevano chiesto alla Bce se potesse agire come prestatore di ultima istanza per Euroclear Bank, la controllata operativa del depositario centrale belga, per evitare un’eventuale crisi di liquidità. Da Francoforte è arrivato però un secco ‘no’. Il Financial Times cita anche un’analisi interna della Bce, secondo cui l’iniziativa della Commissione sarebbe equiparabile a un finanziamento diretto ai governi. In tale scenario, infatti, la Banca centrale finirebbe per coprire le obbligazioni finanziarie degli Stati membri dell’Ue, una pratica vietata dai trattati europei perché rischia di alimentare l’inflazione e minare la credibilità dell’istituzione.

La scelta di coinvolgere la Bce nel piano era stato il tentativo della Commissione guidata da Ursula von der Leyen di bypassare la contrarietà del governo belga all’iniziale proposta, ovvero di utilizzare il denaro russo “parcheggiato” presso la Euroclear per un maxi prestito a Kiev. Il primo ministro belga Bart De Wever e la stessa Euroclear si erano opposti per il timore di incorrere in gravi ritorsioni economiche e legali: il Cremlino potrebbe infatti fare causa a Euroclear o al Belgio stesso e chiedere indietro i soldi dati all’Ucraina o, peggio, mettere in atto altri tipi di ritorsioni. A spiegarlo senza mezzi termini era stato il ministro degli Esteri belga, Maxime Prévot, che aveva sottolineato come nel caso il Paese fosse finito in tribunale per una causa avanzata dal Cremlino “la Russia avrà tutte le possibilità di vincere e noi non saremo in grado di rimborsare questi 200 miliardi perché rappresentano l’equivalente di un anno di bilancio federale. Significherebbe la bancarotta“.

Per questo la Commissione aveva pensato ad un meccanismo di garanzia per distribuire il rischio legale tra tutti gli Stati membri dell’Unione, così da non lasciare esposti i soli Belgio ed Euroclear. Una soluzione che avrebbe permesso di evitare di emettere nuovo debito comune e soprattutto di dover approvare un trasferimento di denaro con voto unanime, votazione che avrebbe incontrato il probabile veto di Paesi come l’Ungheria del filo-russo Viktor Orban e la Slovacchia di Robert Fico.

Con la decisione della Bce, sottolinea il Financial Times, “aumentano le difficoltà di Bruxelles nel raccogliere il gigantesco prestito a fronte delle attività della banca centrale russa immobilizzate presso Euroclear, il depositario belga di titoli”.

di: Redazione - 2 Dicembre 2025

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