I negoziati

Ucraina, Zelensky vola a Parigi per cercare il sostegno europeo: colloqui “difficili” con la delegazione Usa in Florida

Esteri - di Redazione

1 Dicembre 2025 alle 12:12

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Ucraina, Zelensky vola a Parigi per cercare il sostegno europeo: colloqui “difficili” con la delegazione Usa in Florida

Difficile” e “intenso“, eppure produttivo e soprattutto “non negativo”. Così funzionari ucraini avrebbero descritto parlando con Axios i negoziati tenutisi nel weekend tra la delegazione di Kiev e quella statunitense a Miami, nel club esclusivo che l’immobiliarista Steve Witkoff ha costruito in Florida e dove l’inviato speciale del presidente Donald Trump ha ripreso le trattative per porre fine al conflitto in Ucraina.

Con lui al tavolo da parte statunitense c’erano il segretario di Stato Marco Rubio, il “ministro degli Esteri” Usa che rappresentata l’ala repubblicana più sensibile alle richieste ucraine, e all’onnipresente genero del presidente, Jared Kushner. Dall’altro lato invece l’esordio diplomatico di Rusten Umerov, il capo del Consiglio di sicurezza di Kiev che ha preso il posto di Andry Yermak, l’ex capo di gabinetto di Volodymyr Zelensky costretto alle dimissioni dopo esser stato lambito dallo scandalo corruzione nel settore energetico, col blitz degli agenti della Nabu (Ufficio nazionale anticorruzione, ndr) nei suoi uffici venerdì.

Negoziati che, se da una parte si sono conclusi senza un accordo, dall’altra pare avrebbero segnati “passi in avanti” tra le parti. In particolare, aggiunge Axios, i colloqui tenuti a Miami sono stati incentrati soprattutto sul tracciamento del confine di fatto con la Russia dopo la fine del conflitto.

Il Cremlino come noto chiede e rivendica il controllo dell’intera regione del Donbass, in larga parte occupata dalle forze russe, ma anche degli Oblast controllati solo parzialmente dall’esercito. Da Washington la linea sul punto è chiara: spingere Volodymyr Zelensky, mai così debole politicamente per gli scandali nel suo governo, a cedere parte del territorio, il Donbass e la Crimea già annessa illegalmente da Mosca nel 2014, per convincere Putin a negoziare la fine delle ostilità.

“Non vogliamo pensare a una terza invasione. Il mio mandato è salvaguardare gli interessi ucraini, garantire un dialogo sostanziale e procedere sulla base dei progressi compiuti a Ginevra”, ha spiegato Umerov durante i colloqui, dopo che il suo predecessore Yermak era già riuscito proprio in Svizzera a correggere fortemente l’iniziale piano in 28 punti siglato da Witkoff e Kirill Dmitriev, capo negoziatore russo e imprenditore formatosi in grandi multinazionali della finanza statunitensi, in cui si approvava sostanzialmente una “lista dei desideri” russi.

Sulla stessa linea, almeno a parole, il segretario di Stato Usa Rubio, che ha parlato della necessità di porre fine al conflitto e “creare un meccanismo che consenta all’Ucraina di essere indipendente e sovrana, di non avere mai più un’altra guerra e di creare un’enorme prosperità per il suo popolo”.

Oggi il secondo round di negoziati dall’altra parte dell’oceano. Steve Witkoff e Jared Kushner si recheranno a Mosca per proseguire i colloqui con la controparte russa, dove incontreranno Vladimir Putin, mentre il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, andrà invece in Francia dal presidente Emmanuel Macron per ottenere ulteriore sostegno, militare e finanziario, da parte dell’Europa.

di: Redazione - 1 Dicembre 2025

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