La sentenza

Ricatto a luci rosse in Francia, cinque anni di carcere per il sindaco di Saint-Etienne: il complotto contro il suo vice

Esteri - di Redazione

1 Dicembre 2025 alle 17:19

Condividi l'articolo

Gaël Perdriau e Gilles Artigues
Gaël Perdriau e Gilles Artigues

Cinque anni di carcere, di cui uno con la condizionale, oltre a cinque anni di ineleggibilità. Questa la sentenza pronunciata dalla presidente del tribunale di Lione, Brigitte Vernay, nei confronti del sindaco di Saint-Etienne Gaël Perdriau per il caso dei ricatti a luci rosse contro l’ex vicesindaco e rivale politico Gilles Artigues.

Perdriau, ex membro dei Républicains, il partito erede della destra gollista francese da cui è stato espulso dopo l’esplodere del caso giudiziario, nonostante abbia sempre proclamato la sua innocenza è stato ritenuto “completamente colpevole” e verrà presto incarcerato.

L’accusa nei confronti del sindaco era quella di aver utilizzato fondi pubblici del Comune per mettere a punto il ricatto, ovvero un video in cui mostrava Artigues, un centrista cattolico apertamente contrario alle nozze gay, mentre si si accompagnava ad un escort uomo in una stanza d’albergo nel gennaio 2014. Perdriau e gli altri “congiurati”, il suo ex capo di gabinetto Pierre Gauttieri, l’ex vice all’Istruzione Samy Kéfi-Jérôme e l’ex compagno di quest’ultimo, Gilles Rossary-Lenglet, lo avevano poi costretto a rinunciare alle sue battaglie politiche di fronte al rischio che quel video venisse pubblicamente svelato.

I tre ex fedelissimi del sindaco hanno riconosciuto di essere all’origine della macchinazione: Gauttieri è stato condannato a 4 anni di carcere, di cui due con la condizionale. Per dieci anni capo di gabinetto di Perdriau, ha ammesso che il sindaco gli chiese, già dall’elezione nel 2014, ”una soluzione per tenere a bada Artigues“. L’ex assessore all’Istruzione Samy Kéfi-Jérôme, che ha posizionato la telecamera nascosta per incastrare la vittima, ha ottenuto una condanna a 4 anni di reclusione, di cui uno con la condizionale. L’ex compagno dell’assessore, Gilles Rossary-Lenglet, ha riconosciuto di aver avuto l’idea per incastrare Artigues e di aver prenotato l’escort, montando ad arte i filmati ottenuti da quell’incontro in hotel: anche per lui la condanna è stata a 4 anni di cui uno con la condizionale.

Proprio Rossary-Lenglet sarebbe la fonte di Médiapart, il giornale di inchiesta francese che per primo nel 2022 fa scoppiare il caso: dopo la rottura con Samy Kéfi-Jérôme ed esser rimasto senza lavoro per problemi di salute, Rossary-Lenglet si sarebbe presentato al giornale consegnando il sex tape con protagonista Artigues. A Médiapart aveva poi raccontato l’accordo politico dietro il ricatto, ovvero l’intesa tra Perdriau e Gauttieri per impedire a Artigues di staccarsi dalla maggioranza e candidarsi contro di lui come sindaco di Saint-Etienne.

di: Redazione - 1 Dicembre 2025

Condividi l'articolo