La richiesta a Herzog
Netanyahu chiede la grazia, la via di fuga dal processo per il premier israeliano: l’immunità per “riconciliare” il Paese
Esteri - di Carmine Di Niro
Benjamin Netanyahu vuole il perdono presidenziale. Il primo ministro israeliano domenica ha inoltrato la richiesta di grazia al presidente israeliano Isaac Herzog per uscire indenne dal processo per frode e corruzione in cui è coinvolto ormai dal 2020.
Un unicum nella storia di Israele: Netanyahu chiede un’immunità preventiva per evitare una possibile condanna, lui che è la prima persona nella storia del Paese ad affrontare un processo mentre ricopre la carica di primo ministro.
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La richiesta di grazia è in un documento lungo 11 pagine scritto da uno degli avvocati di Netanyahu, Amit Hadad, e affiancato da una lettera del leader del partito Likud.
Nel testo il legale del premier spiega che la grazia sia in sostanza fondamentale per Netanyahu perché solo cancellando i processi in contro il premier quest’ultimo potrà “concentrare tutto il suo tempo, le sue capacità e le sue energie” nell’incarico politico. Nel documento c’è anche un esplicito riferimento alla richiesta avanzata due settimane fa da Donald Trump al presidente Herzog, nel corso della sua visita di stato nel Paese, di graziare Netanyahu.
Alla richiesta scritta il premier ha poi affiancato un video diffuso via social a dir poco paradossale: Netanyahu ancora una volta ha negato qualsiasi responsabilità, dichiarandosi innocente, ma allo stesso tempo sostenendo che solamente la grazia presidenziale possa “guarire e riconciliare” la società israeliana, scossa non solo dal conflitto a Gaza ma anche da anni di proteste di piazza contro il governo.
Al momento non è chiaro se Herzog accetterà la richiesta del premier: attraverso un portavoce la presidenza ha solamente confermato di aver ricevuto il documento e che lo considererà “in maniera responsabile”. Yair Lapid, capo dell’opposizione centrista, ha almeno in parte aperto alla grazia, ma solo se Netanyahu “esprime pentimento e si ritira dalla politica”, eventualità al momento remota.
D’altra parte proprio il processo è considerato da molti analisti uno dei motivi per cui Netanyahu ha portato avanti le operazioni militari nella Striscia di Gaza e ostacolato più volte il raggiungimento di un cessate il fuoco con Hamas: in sostanza, finché la guerra è in corso Netanyahu può chiedere il rinvio delle udienze e rimandare il momento in cui verrà stabilita una sentenza. Se condannato in primo grado, è l’opinione di molti giuristi israeliani, Netanyahu sarebbe incompatibile con la carica di primo ministro. Senza la protezione garantita dall’incarico, peraltro, Netanyahu rischierebbe anche di finire in carcere.