Passa la risoluzione Trump
L’Onu approva il piano Usa per Gaza, Russia e Cina si astengono: ma un futuro Stato di Palestina resta un rebus
Esteri - di Carmine Di Niro
Con la decisiva astensione di Cina e Russia, che aveva a sua volta presentato una propria risoluzione su Gaza, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato nella notte tra lunedì e martedì il piano proposto dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump per porre fine alla guerra nella Striscia di Gaza e stabilizzare il Medio Oriente.
Il piano prevede l’invio di una “Forza di stabilizzazione internazionale”, che dovrebbe essere composta da circa 20mila militari, ma resta a dir poco vago sul futuro politico della Striscia e soprattutto sulla possibile nascita di uno stato palestinese, ipotesi questa che vede fermamente contrario il governo israeliano di Benjamin Netanyahu.
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La risoluzione approvata nel Consiglio di sicurezza, hanno votato a favore 13 dei 15 Paesi membri, è di fatto la “fase due” della tregua siglata nelle scorse settimane in Egitto a Sharm el-Sheikh, che ha retto faticosamente fino ad oggi nonostante le centinaia di morti palestinesi ancora vittime dei raid israeliani, che tecnicamente avrebbero dovuto fermarsi.
Chiave di questa “fase due” è proprio il dispiegamento dell’ISF, la “Forza di stabilizzazione internazionale” che nei piani di Trump sarà costituita con la collaborazione di Egitto e Israele, non sarà gestita dall’ONU e dovrebbe mantenere la pace finché Hamas non sarà disarmato (condizione mai accettata dal gruppo radicale islamico). Il piano prevede inoltre il ritiro dell’IDF, le forze di difesa israeliane, dalla Striscia, una volta che l’ISF sarà in grado di controllarla.
Non ci sono però tempistiche precise su questo fronte, così come sul lato più propriamente politico la risoluzione presentata dall’amministrazione Trump è quantomeno vaga. Nel piano infatti viene specificato che se l’Anp, l’Autorità nazionale palestinese che governa parzialmente la Cisgiordania, metterà in atto delle “riforme” e se la ricostruzione di Gaza procederà secondo i piani, potranno esserci “le condizioni per sviluppare infine un percorso credibile verso l’autodeterminazione e la sovranità palestinese”. Parole lontanissime da una promessa di un futuro stato palestinese: si tratta di un compromesso al ribasso tra le richieste di numerosi stati, compresi alcuni europei, che voleva l’indicazione precisa riguardo la legittimazione di un futuro stato palestinese, e l’opposizione radicale di Israele.
Nella risoluzione è più chiaro invece che tra i prossimi step vi sarà la formazione di un Consiglio di pace, organismo internazionale che dovrebbe sovrintendere la fase di transizione a Gaza e che sarà presieduto dallo stesso Trump almeno fino alla fine del 2027: di pari passo dovrebbe essere formato un comitato tecnico e apolitico, composto da palestinesi, per la gestione quotidiana della Striscia.