Lo stop dei magistrati

Ponte sullo Stretto, nuovo colpo al governo Meloni dalla Corte dei Conti: bocciata convenzione tra Mit e concessionaria

Politica - di Redazione

17 Novembre 2025 alle 17:48

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Ponte sullo Stretto, nuovo colpo al governo Meloni dalla Corte dei Conti: bocciata convenzione tra Mit e concessionaria

Un nuovo colpo al progetto del Ponte sullo Stretto, opera chiave del ministero dei Trasporti guidato da Matteo Salvini, una nuova puntata del lungo scontro tra magistratura e governo Meloni.

La Corte dei Conti “non ha ammesso al visto” il terzo atto aggiuntivo della convenzione tra il ministero dei Trasporti e la Società Stretto di Messina che regola i rapporti tra la stessa società Stretto di Messina, in quanto concessionaria delle opere per l’infrastruttura, e il Mit, come amministrazione concedente e vigilante.

Ad annunciare la bocciatura è propria la magistratura contabile con una nota in cui chiarisce che le motivazioni, in corso di stesura, saranno rese note entro trenta giorni.

Si tratta di un atto aggiunto e interconnesso alla delibera dell’agosto scorso del Cipess, il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica e lo Sviluppo Sostenibile, che riguardava l’assegnazione delle risorse e l’approvazione del progetto esecutivo del Ponte e alla quale la Corte dei Conti aveva già negato il visto di legittimità a fine ottobre scorso, provocando la reazioni furiosa del ministro e vicepremier Matteo Salvini.

Proprio dal leader della Lega non si è fatta attendere la reazione. “Nessuna sorpresa: è l’inevitabile conseguenza del primo stop della Corte dei conti. I nostri esperti sono già al lavoro per chiarire tutti i punti. Resto assolutamente determinato e fiducioso”, è stato il commento del ministro.

Di segno opposto le dichiarazioni che arrivano dall’opposizione. Per Angelo Bonelli, parlamentare AVS e co-portavoce di Europa Verde, la decisione della Corte dei Conti “è di una gravità assoluta, significa che il governo Meloni stava impegnando fondi pubblici dentro un quadro ritenuto non legittimo, per un’opera da 14 miliardi di euro senza alcuna certezza tecnica, ambientale o giuridica: risorse sottratte a ferrovie, scuole, sanità e sicurezza del territorio”.

di: Redazione - 17 Novembre 2025

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