L'allarme a 3 mesi dal via

Olimpiadi Milano-Cortina, il richiamo della Corte dei Conti: “98 opere da finire, serve aggiornamento cronoprogrammi”

Economia - di Redazione

10 Novembre 2025 alle 13:15

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Olimpiadi Milano-Cortina, il richiamo della Corte dei Conti: “98 opere da finire, serve aggiornamento cronoprogrammi”

Quando mancano meno di cento giorni alla cerimonia di inaugurazione dei Giochi Olimpici invernali di Milano-Cortina 2026 (si parte il 6 febbraio), ci sono nuovi fantasmi che aleggiano sull’evento sportivo che l’Italia si appresta ad ospitare tra meno di tre mesi.

Si è aggiunto infatti un nuovo allarme alla già nota incognita dell’inchiesta sulla Fondazione Milano-Cortina, col Gip di Milano che nei giorni scorsi ha mandato ai giudici della Consulta gli atti dell’indagine per turbativa d’asta e corruzione sugli appalti della Milano-Cortina affinché si esprima sulla legittimità della legge del governo Meloni che aveva definito la Fondazione organizzatrice dell’evento di natura privata, una norma già ribattezzata “salva Olimpiadi”.

L’ennesima grana arriva dalla Corte dei Conti, la magistratura contabile che nell’approvare la relazione sul Fondo opere infrastrutturali per le Olimpiadi ha “sollecitato un puntuale aggiornamento dei cronoprogrammi da parte della società Infrastrutture Milano Cortina 2020-2026“, ovvero Simico, oltre a “un’efficiente programmazione finanziaria, di pari passo con l’avanzamento fisico dei lavori”.

Nella delibera si legge infatti che “tra i 111 interventi in Lombardia, Veneto, Trentino e Alto Adige, 98 sono a completa copertura finanziaria da concludere entro il 2025 (o oltre, se non indispensabili ai giochi) e solo 3 i lavori stradali, ancora a copertura parziale”.

I magistrati contabili sottolineano che i ritardi che si sono accumulati nella realizzazione delle opere per le Olimpiadi invernali, causati anche dal “trend inflattivo post-pandemico e dell’aumento dei costi delle materie prime e dei prezzi”. Nell’analisi la Corte spiega che “già nel primo semestre del 2023 molte opere erano ancora alle fasi iniziali e poche in cantiere, a causa, tra l’altro, di complessità progettuali. La situazione ha reso necessario, all’inizio del 2024, riorganizzare con legge il sistema della governance e, a settembre 2025, le risultanze sono apparse eterogenee per tipologia di opere”.

Alla luce di tutto ciò, la Corte dei Conti ha quindi invitato ad un “puntuale aggiornamento dei cronoprogrammi da parte della società Infrastrutture Milano Cortina 2020-2026”, raccomandando “coperture assicurative e misure di sicurezza, fino alla riconsegna, per le opere essenziali e indifferibili in gestione temporanea prima del completamento, una puntuale manutenzione degli impianti sportivi e un loro utilizzo sostenibile, anche attraverso la revisione del piano economico-finanziario e forme di partenariato, al fine di ridurre la spesa per gli enti pubblici futuri proprietari e, dunque, per la fiscalità generale. A tutela del patrimonio pubblico, è stata, invece, suggerita la previsione di una destinazione vincolata delle infrastrutture al momento della loro cessione”.

Dalla magistratura contabile arriva poi un vero e proprio monito riguardante sia la fase finale dei lavori per il completamento delle opere, sia riguardate “l’eredità” dei Giochi, per evitare quanto già accaduto in occasione delle Olimpiadi di Torino nel 2006 con le sue “cattedrali nel deserto”. La Corte auspica infatti che le opere costruite per Milano-Cortina “divengano un patrimonio stabile e durevole per il Paese, massimizzando le ricadute positive sul territorio”.

di: Redazione - 10 Novembre 2025

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