I risultati
Bolivia, Rodrigo Paz vince le presidenziali: il centrista supera l’ex presidente di destra Quiroga, sinistra “scomparsa”
La Bolivia dopo quasi 20 anni ha ufficialmente abbandonato la via sudamericana al socialismo. Nelle elezioni presidenziali di domenica il senatore centista Rodrigo Paz Pereira: al secondo turno il candidato del Partito Democratico Cristiano ha ottenuto il 54,5 per cento dei voti, superando così il suo sfidante, l’esponente della destra Jorge Quiroga, già presidente del Paese tra il 2001 e il 2022.
Già sindaco e deputato, Rodrigo Paz è un economista liberale. Il 58enne è anche figlio di una famiglia politicamente di peso nella storia del Paese: il padre Jaime Paz Zamora è stato infatti presidente tra gli anni Ottanta e gli anni Novanta. Il nuovo presidente bolivariano è nato in Spagna, dove i genitori vivevano in esilio politico durante la dittatura militare di Hugo Bánzer Suárez, riuscendo a tornare in Bolivia solamente a 15 anni.
Una vittoria arrivata dopo aver ottenuto il 32 per cento dei voti nel primo turno, cinque punti in più di Quiroga. A rimanere fuori dal ballottaggio era stata proprio la sinistra socialista che governava il Paese dal 2006, quando salì al potere il Movimiento al Socialismo di Evo Morales, rimasto in carica come presidente fino al 2019.
Al ballottaggio è probabile che alcuni ex sostenitori della sinistra abbiano preferito Paz alle ricette economiche ben più radicali di Quiroga. Fronte socialista che era arrivato diviso al primo turno tenuto lo scorso agosto a cui era arrivato spaccato per lo scontro tra il presidente uscente Luis Arce e lo stesso Morales, che pur avendo superato il limite dei mandati non aveva rinunciato all’obiettivo di tornare al potere. Alla fine entrambi non si erano candidati, col Mas finito per proporre l’ex ministro Eduardo del Castillo, che non era andato oltre il tre per cento nelle urne. Non era andata meglio all’altro candidato della sinistra, Andrónico Rodríguez, presidente del Senato uscente: considerato una specie di erede di Morales, perché proveniente dal suo stesso sindacato dei cocaleros, era stato “scomunicato” dall’ex presidente ed era finito quarto.
Dopo la vittoria Rodrigo Paz ha diffuso un breve messaggio in cui ha detto che “va difesa la democrazia”, che “i boliviani non possono più vivere nell’odio e nella divisione” e che il suo paese si deve “aprire al mondo e ritrovare un ruolo sulla scena internazionale”.
La sua missione non sarà semplice: la Bolivia vive la peggiore crisi economica degli ultimi decenni, in larga parte dovuta al fatto che il Paese non riesce più ad esportare il suo gas naturale e ottenere dollari, utilizzati per comprare beni di consumo dall’estero e in particolare il carburante, che adesso scarseggia. A differenza di Quiroga, il neo-presidente Paz non intende chiedere un prestito al Fondo Monetario Internazionale, strategia che implica una serie di durissime riforme sociali e privatizzazioni: per uscire dalla crisi Paz intende “legalizzare” l’economia sommersa e recuperare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni, eliminando la corruzione.