La riforma di Mitsotakis

Grecia, approvata la legge sulla giornata lavorativa da 13 ore: la destra sfida i sindacati sulla “schiavitù moderna”

Esteri - di Redazione

16 Ottobre 2025 alle 17:08

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Il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis
Il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis

Con 158 voti a favore sui 300 seggi del Parlamento greco (109 i voti contrari), il governo conservatore di Kyriakos Mitsotakis ha approvato tra le proteste di cittadini, sindacati e opposizioni una controversa riforma del lavoro.

La legge, che ha portato nell’ultimo mese alla proclamazione di ben due scioperi generali, permette di estendere gli straordinari per consentire di lavorare fino a 13 ore al giorno nel settore privato.

La proposta, firmata dalla ministra del Lavoro Niki Kerameus, prevede che, con una maggiorazione del 40% della retribuzione, un dipendente possa lavorare fino a 13 ore al giorno per lo stesso datore di lavoro. Una possibilità già prevista dall’ordinamento greco, ma solo per chi lavora contemporaneamente per due o più datori di lavoro.

Per il governo guidato dal partito di centrodestra Nea Dimokratia la riforma era necessaria per rendere le regole del mercato del lavoro più flessibili e ridurre gli effetti della crisi demografica. La misura sarà applicabile solo “per un massimo di 37 giorni all’anno, circa tre giorni al mese”, e solo su base volontaria.

Aspre e forti le critiche dei sindacati. Il sindacato Pame ha denunciato un provvedimento che “legalizza la schiavitù moderna“, mentre la sinistra di Syriza l’ha definita legge “degna del Medioevo”. La riforma secondo la Confederazione dei lavoratori greci si tratta di un “ulteriore peggioramento di una situazione già profondamente problematica”. Nel mirino ci sono la forma “volontaria” delle 13 ore, che per il sindacato è un aspetto ormai formale “in un mercato del lavoro precario dove il potere è tutto nelle mani dei datori di lavoro”, ma anche i controlli dell’ispettorato del lavoro, ritenuti insufficienti per verificare eventuali abusi. I sindacati denunciano inoltre che il diritto al riposo giornaliero obbligatorio di 11 ore rischia di essere violato, soprattutto considerando i tempi di spostamento. In Grecia infatti è già stata introdotta la possibilità di una settimana lavorativa di sei giorni, soprattutto nei settori ad alta domanda come il turismo.

La Grecia è già il Paese dell’Unione Europea dove si lavora il maggior numero di ore a settimana, al contempo i salati medi sono tra i più bassi dell’Ue, con più di un greco su quattro a rischio povertà o esclusione sociale.

di: Redazione - 16 Ottobre 2025

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