La rivoluzione della Chiesa anglicana
Sarah Mullally, chi è la prima donna in 500 anni a capo della Chiesa di Inghilterra: nominata arcivescovo di Canterbury
Una decisione storica coinvolge la Chiesa d’Inghilterra. Per la prima volta nei quasi 500 anni di storia dell’istituzione ecclesiastica sarà una donna a ricoprire il ruolo di arcivescovo di Canterbury, la carica massima e dunque principale autorità della fede anglicana nel mondo (anche se formalmente è Re Carlo III il capo della Chiesa).
Ad esser nominata è stata Sarah Mullally, 63enne che già dal 2017 è vescovo di Londra: già all’epoca era un incarico di spessore, essendo la terza carica per importanza all’interno della Chiesa, che conta circa 85 milioni di fedeli in 165 Paesi del mondo.
Mullally, che in passato aveva ricoperto anche ruoli civili come la responsabile nazionale del settore infermieristico, avrà una eredità di non poco conto da gestire: prenderà il posto dell’ex arcivescovo di Canterbury Justin Welby, costretto alle dimissioni per uno scandalo legato alla pedofilia, accusato di esser stato a conoscenza degli abusi sui bambini compiuti da un volontario, l’avvocato John Smyth, nei campi estivi organizzati dalla Chiesa anglicana. Un caso che Welby avrebbe di fatto insabbiato, fino alla sua scoperta da parte dei media britannici.
Paradossalmente la nomina ad arcivescovo di Canterbury di Saraha Mullally si deve proprio al suo predecessore Welby, promotore di una serie di riforme per aprire alle donne la Chiesa anglicana.
Mullally è nota per aver posizioni progressiste sui matrimoni omosessuali e sul ruolo della donna nella Chiesa, mentre è su posizioni critiche e conservatrici sull’accesso alla morte assistita. Quanto allo scandalo pedofilia che aveva costretto Welby alle dimissioni, aveva definito quanto emerso dalle inchieste “scioccante”.
Il nuovo arcivescovo potrà restare in carica per sette anni, fino al compimento dei 70 anni: a quell’età agli arcivescovi è chiesto di ritirarsi per permettere la nomina del successore.
Il processo di nomina dell’arcivescovo di Canterbury e dunque del capo della Chiesa anglicana è particolarmente complesso: se Papa Leone XIV è stato eletto lo scorso 8 maggio al termine di un Conclave durato meno di venti giorni, per la scelta di Sarah Mullally si è dovuto attendere molto di più. A nominarla una commissione composta dalle venti più alte cariche ecclesiastiche della Chiesa (ma tre non avevano diritto di voto), con la nomina ufficializzata poi da Re Carlo III su designazione del primo ministro Keir Starmer, quest’ultimo un passaggio formale in cui il premier di fatto “asseconda” il suggerimento della commissione.