I risultati del voto

Regionali nelle Marche, la sinistra manca la “spallata” a Meloni: Acquaroli si riconferma e stacca Ricci

Politica - di Carmine Di Niro

29 Settembre 2025 alle 17:42

Condividi l'articolo

Foto Filippo Attili/Palazzo Chigi/LaPresse 
17 Settembre 2025 Ancona 
Politica 
Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni in visita ad Ancona

DISTRIBUTION FREE OF CHARGE – NOT FOR SALE – Obbligatorio citare la fonte LaPresse/Palazzo Chigi/Filippo Attili
Foto Filippo Attili/Palazzo Chigi/LaPresse 17 Settembre 2025 Ancona Politica Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni in visita ad Ancona DISTRIBUTION FREE OF CHARGE – NOT FOR SALE – Obbligatorio citare la fonte LaPresse/Palazzo Chigi/Filippo Attili

Non è riuscita la “spallata” al governo Acquaroli ma soprattutto a quello Meloni. Il centrosinistra si “lecca le ferite” dopo la due giorni elettorale nelle Marche, la prima Regione ritornata al voto in questo autunno elettoralmente caldissimo per maggioranza e opposizione.

Francesco Acquaroli, presidente uscente delle Marche, esponente di Fratelli d’Italia e fedelissimo della premier Giorgia Meloni, si è riconfermato alla guida della Regione: a scrutinio ancora in corso l’esito è ormai certo, con la coalizione di centrodestra che ha ottenuto stando alle proiezioni il 52 per cento dei voti.

Si è fermato al 44 per cento Matteo Ricci, ex sindaco di Pesaro e attuale eurodeputato del Partito Democratico, che si era candidato alla guida di una coalizione di centrosinistra, un “campo largo” guidato dai Dem ma con la presenza anche di AVS e Movimento 5 Stelle.

Un voto, quello nelle Marche, dai forti riflessi nazionali. Sia da destra che da sinistra si erano mobilitati nella Regioni tutti i “big”, da Giorgia Meloni con i due vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini al centrosinistra con Elly Schlein e Giuseppe Conte. Alla vigilia del voto le Marche erano infatti chiaramente le più importanti tra le sette Regioni al voto perché le uniche considerate realisticamente contendibili, ovvero con un esito incerto tale da poter provocare un ribaltone alla guida della Regione.

Marche inoltre fondamentali per la premier Meloni, il cui partito Fratelli d’Italia governa solo due Regioni nonostante sia ampiamente quello col maggiore consenso a livello nazionale. A sinistra invece si puntava alla “spallata” sia contro la stessa Meloni che contro la destra regionale di Acquaroli, per riportare le Marche a sinistra, dove l’attuale opposizione ha governato ininterrottamente per 25 anni.

Un risultato che non è stato raggiunto, penalizzato da una forte astensione al voto, con l’affluenza scesa al 50% e in calo di quasi dieci punti rispetto al voto del 2020, e dalla volontà di cavalcare temi esterni come la questione Gaza, che probabilmente non ha spinto i cittadini marchigiani alle urne. Altra questione di peso le varie “mancette elettorali” arrivata in extremis da Palazzo Chigi ad Acquaroli, dall’inserimento della Regione nella Zona Economica Speciale alla pioggia di milioni del Cipess per strade ed infrastrutture.

Una campagna elettorale inoltre fortemente influenzata anche dalla notizia, emersa a luglio, dell’indagine a carico di Ricci per corruzione per fatti risalenti al periodo in cui era sindaco di Pesaro. In questi mesi non vi sono stati particolari sviluppo nell’indagine, ma Ricci ne ha risentito nei sondaggi, che prima dell’inchiesta lo davano molto vicino ad Acquaroli.

Sconfitta riconosciuta in conferenza stampa post-voto da Ricci, che ha chiamato Acquaroli per congratularsi per il suo personale bis. Quanto alla fatidica “analisi della sconfitta”, l’ex sindaco di Pesaro ha sottolineato di aver presentato “un progetto di cambiamento per le Marche perché siamo molto preoccupati, ma i marchigiani hanno scelto la continuità, sapevamo che era una battaglia complicatissima, mi sono messo a disposizione di questo progetto, ho dato il 200 per cento di quello che potevo dare e penso si sia visto”. “Le forze in campo sapevamo che erano sbilanciate, per ogni nostro manifesto ce ne erano sei degli altri, è stata una lotta impari dal punto di vista delle risorse”, ha aggiunto Ricci.

Il candidato del “campo largo” è poi tornato sulla vicenda dell’inchiesta a suo carico, parlando di “amarezza per ciò che mi è successo personalmente”. “Mi ha colpito la strumentalizzazione sui media dell’altra parte politica e purtroppo qualche effetto l’ha avuto. Non solo sono estraneo ai fatti, ma tra poco ne uscirò completamente – ha aggiunto – Sempre rispetto per il lavoro che fa la magistratura, meno per chi strumentalizza. Tra qualche settimana sono fiducioso che uscirò dalla vicenda ma è indubbio che mi abbia ferito umanamente e politicamente”.

Di segno opposto ovviamente il commento affidato ai social di Giorgia Meloni, che ha sottolineato come “gli elettori hanno premiato una persona che in questi anni ha lavorato senza sosta per la sua Regione e i suoi cittadini. Sono certa che continuerà nel suo impegno con la stessa passione e determinazione. Complimenti Francesco e buon lavoro”.

29 Settembre 2025

Condividi l'articolo