Le parole del premier di Israele
Show di Netanyahu tra fischi e aula deserta all’Onu, nega genocidio e fame a Gaza: “Riconoscere Palestina marchio di vergogna”
Ha compiuto il suo personalissimo show, tra mappe e quiz, davanti ad un’aula delle Nazioni Unite semi-deserta, accolto dai fischi delle delegazioni che in massa hanno preferito abbandonare i lavori dell’80esima Assemblea generale dell’Onu e non ascoltare il suo discorso.
Così è stato accolto il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu all’Onu, dove ha parlato a circa 24 ore di distanza dal leader dell’Autorità nazionale palestinese Abu Mazen, ma soprattutto mentre nel mondo la pressione su Israele per fermare la strage è fortissima, tale da spingere diversi Paesi europei al riconoscimento dello Stato di Palestina, comprese Francia, Spagna e Regno Unito.
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Parole che suono risuonate anche dentro la Striscia di Gaza, per la scelta dell’ufficio di Netanyahu di far posizionare all’esercito, su camion e gru, una serie di altoparlanti all’interno dell’enclave e diffondere così il suo discorso. “Non riposeremo finché non sarete a casa. Ho circondato Gaza con enormi altoparlanti nella speranza che i nostri cari ostaggi ascoltino il mio messaggio. Non vi abbiamo dimenticati e non ci fermeremo finché non vi riporteremo tutti a casa”, ha infatti rivendicato Netanyahu alle Nazioni Unite.
🚨🚨🚨Massive protest walk out in the UN general assembly hall as Netanyahu takes the stage pic.twitter.com/toiZncmrRj
— Barak Ravid (@BarakRavid) September 26, 2025
Un discorso in cui il leader israeliano ha ribadito la linea del suo governo. Il premier, che indossava una spilla con sopra impresso un Qr Code che mostra, collegandosi, la ricostruzione israeliane degli attacchi del 7 ottobre, ha denunciato che “Hamas vuole colpire ancora come il 7 ottobre” e dunque Israele “vuole finire il lavoro a Gaza il più velocemente possibile, restano residui di Hamas”. Netanyahu si è poi rivolto direttamente al gruppo islamico radicale riguardo i circa 50 ostaggi (di cui si stima una ventina ancora in vita) nelle sue mani: “Liberate gli ostaggi, e deponete le armi. Se lo farete vivrete, se non lo farete Israele vi darà la caccia”.
Il capo del Likud ha negato le accuse di genocidio, parlando con una notevole faccia tosta che l’obiettivo dell’esercito è “ridurre al minimo le vittime civile”. Netanyahu ha anche negato di star perpetrando un progetto per la cacciata dei palestinesi da Gaza: “Non diremo ai palestinesi di andarsene. Vi rivolgo una domanda semplice e logica: Quale Paese che commette un genocidio implorerebbe i civili che presumibilmente sta prendendo di mira di togliersi di mezzo? Noi stiamo cercando di farli uscire e Hamas sta cercando di tenerli dentro e li usa come scudi umani”, la sua tesi. Negazione totale anche della fame nella Striscia. Se la popolazione palestinese non ha abbastanza cibo, secondo Netanyahu, è perché “Hamas lo ruba e lo vende a prezzi esorbitanti”.
Dal palco ‘Bibi’ ha mostrato quindi una “mappa del terrore dell’Iran”, chiedendo il ripristino delle sanzioni contro il regime di Teheran. Poi ha invitato i presenti a fare un quiz rispondendo per alzata di mano a delle domande su cartelli da lui mostrati, tra cui “Chi grida morte all’America?” e “Chi ha ucciso americani ed europei a sangue freddo”, accusando nei suoi cartelli Iran, Hezbollah, Hamas, Houthi, Iran e Al Qaeda.
Ai leader dei Paesi che hanno riconosciuto lo Stato di Palestina è arrivata invece l’accusa di aver “ceduto” ad Hamas “quando le cose hanno iniziato a farsi difficili”, un “segno di vergogna su tutti voi”. “Ci condannate, ci sottoponete a embargo e minacciate battaglia politica e legale contro di noi”, arrivando a definire le critiche ad Israele su Gaza “bugie antisemite”.
Per il premier israeliano, è la sostanza del suo discorso, non c’è spazio per alcun Stato di Palestina. Secondo Netanyahu sono i palestinesi a non voler la soluzione dei due Stati, bensì “vogliono lo stato palestinese al posto di Israele ed è per questo che hanno sempre rifiutato e ogni volta che è stata data loro della terra l’hanno usata per attaccarci”. Per questo boccia anche l’ipotesi più dibattuta nei Paesi occidentali, ovvero di un ruolo attivo dell’Anp nel futuro Stato palestinese. “Dovreste sapere che l’Autorità palestinese paga i terroristi per uccidere gli ebrei”, ha detto rivolto all’aula, definendola “corrotta, non fanno elezioni da 20 anni”.