La missione ad alta tensione

Flotilla: l’appello di Mattarella, gli attivisti rifiutano di fermarsi: “Non ci fermiamo e non cambiamo rotta”

Il Capo dello Stato: "Evitare di porre a rischio l'incolumità di ogni persona". Gli attivisti minacciati dallo Stato Ebraico di essere trattati come terroristi: "Pronti a valutare delle mediazioni"

Esteri - di Redazione Web

26 Settembre 2025 alle 15:58

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COLLAGE DI FOTO DA LAPRESSE
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Anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dopo le parole di preoccupazione del ministro della Difesa Guido Crosetto, sollecita la Global Sumud Flotilla a valutare la possibilità di abbandonare il proposito di forzare il blocco navale di Israele nelle acque della Striscia di Gaza e di far arrivare gli aiuti ai palestinesi sotto assedio tramite la mediazione del patriarcato Latino di Gerusalemme. “Il valore della vita umana, che sembra aver perso ogni significato a Gaza, dove viene gravemente calpestato con disumane sofferenze per la popolazione, richiede di evitare di porre a rischio l’incolumità di ogni persona”, si legge in un messaggio diffuso dal Quirinale dal titolo “Appello alle donne e agli uomini della Flotilla”. Appello respinto dalla missione umanitaria, già colpita in più occasioni, che si è detta comunque aperta alla mediazione.

La Global Sumud Flotilla è una missione umanitaria internazionale che si propone di forzare il blocco imposto dallo Stato Ebraico nelle acque che bagnano la Striscia di Gaza dal 2008. La missione è rappresentata da delegazioni da 44 Stati, è composta da decine di piccole barche che trasportano aiuti. Al momento stanno navigando dalle parti di Creta, isola della Grecia. Hanno subito gli ultimi attacchi nella notte tra il 23 e il 24 settembre. La scorsa notte la “Family Boat”, una delle principali imbarcazioni della flotta, ha avuto un guasto tecnico. Il governo israeliano, tramite diversi rappresentanti, aveva annunciato che avrebbe trattato gli attivisti alla stregua di terroristi. Il ministro Crosetto aveva assicurato l’accompagnamento alla missione di due navi della marina militare ma aveva riconosciuto di non poter assicurare protezione alla Flotilla una volta fuori dalle acque internazionali: ovvero una volta entrata nelle acque controllate da Israele. E aveva dunque sollecitato gli attivisti a lasciare gli aiuti a Cipro per una mediazione che avrebbe fatto arrivare i carichi nella Striscia. Senza rischiare scontri.

Secondo Mattarella, “al fine di salvaguardare il valore dell’iniziativa assunta – valore che si è espresso con ampia risonanza e significato – appare necessario preservare l’obiettivo di far pervenire gli aiuti raccolti alla popolazione in sofferenza. Mi permetto di rivolgere con particolare intensità un appello alle donne e agli uomini della Flotilla perché raccolgano la disponibilità offerta dal Patriarcato Latino di Gerusalemme – anch’esso impegnato con fermezza e coraggio nella vicinanza alla popolazione di Gaza – di svolgere il compito di consegnare in sicurezza quel che la solidarietà ha destinato a bambini, donne, uomini di Gaza”.

A stretto giro è arrivata la risposta della Flotilla: “Non possiamo accettare questa proposta perché arriva per evitare che le nostre barche navighino in acque internazionali con il rischio di essere attaccati”, ha dichiarato la portavoce per l’Italia della Global Sumud Flotilla, Maria Elena Delia. “La questione degli aiuti è importantissima. Noi siamo pronti a valutare delle mediazioni, ma non cambiando rotta perché significa ammettere che si lascia operare un governo in modo illegale senza poter fare nulla”. Raccapricciante come un gruppo da attivisti disarmati siano trattati come un’organizzazione terroristica, paradossale come un governo debba mettere in guardia alcuni suoi cittadini non offensivi dalle forze armate di quello che sarebbe un Paese amico.

26 Settembre 2025

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