Il leader Anp

Abu Mazen, all’Onu il leader dell’Anp tra condanna del “genocidio” a Gaza e aperture: “Pronti a governare, Hamas consegni armi”

Esteri - di Redazione

25 Settembre 2025 alle 17:43

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Abu Mazen, all’Onu il leader dell’Anp tra condanna del “genocidio” a Gaza e aperture: “Pronti a governare, Hamas consegni armi”

Al Palazzo di Vetro non c’era, causa “ban” imposto da Donald Trump al suo ingresso negli Stati Uniti, ma le sue parole nell’80esima Assemblea generale dell’Onu hanno risuonato forte e chiaro.

Il leader dell’Autorità nazionale palestinese Abu Mazen è arrivato un discorso chiarissimo su quanto sta accadendo a Gaza, sulle colpe di Israele e sulla volontà dell’autorità, che controlla con grandissima fatica i territori palestinesi della Cisgiordania, di ricucire i rapporti internazionali, in particolare con gli Stati Uniti, per giungere finalmente a realizzare la soluzione dei “due Stati”.

L’attacco ad Israele

Abu Mazen, che sconta da tempo una popolarità rasoterra tra la stessa popolazione palestinese, screditato tra le tante accuse di corruzione dell’Anp e complicità con i governi israeliani, ha iniziato il suo discorso attaccando a muso duro Israele per le sue responsabilità nella strage in corso nella Striscia di Gaza.

L’anziano leader palestinese, dal 2005 alla guida dell’Anp, ha parlato apertamente di “genocidio fatto di uccisione e fame” da due anni a questa parte, una guerra dove “gli israeliani compiono crimini contro l’umanità, documentati e monitorati”

Un conflitto che per Mahmud Abbas, il vero nome di Abu Mazen, “sarà ricordato come uno dei capitoli più orribili del XX e del XXI secolo”. “In questi due anni il nostro popolo nella Striscia di Gaza ha dovuto affrontare una guerra di genocidio, distruzione, fame e sfollamento”, l’accusa lanciata nell’Assemblea della Nazioni Unite.

Uno Stato palestinese senza Hamas

Ma, nel tentativo di accreditarsi ancora una volta con le cancellerie occidentali come unico vero leader di un futuro Stato palestinese, Abu Mazen ha sposato in pieno le richieste avanzate dagli Stati Uniti.

Hamas non avrà un ruolo nel governo, dovranno consegnare le loro armi all’Anp come parte della costruzione di un solo stato, una sola legge e una sola forza di sicurezza. Non vogliamo uno stato armato”, ha assicurato il presidente dell’Anp.

Abu Mazen ha poi preso le distanze dagli attacchi del 7 ottobre 2023, che hanno innescato la devastante risposta israeliana a Gaza. Attentati che “non rappresentano il popolo palestinese”.

Il futuro di Gaza e della Palestina

Con queste premesse il leader dell’Autorità palestinese è tornato a chiedere all’Assemblea generale dell’Onu uno Stato palestinese, con la Striscia di Gaza “parte integrante”, e dunque rifiutando ogni piano di occupazione israeliana o statunitense dell’enclave. “Siamo pronti ad assumerci la piena responsabilità per governance e sicurezza – ha assicurato Abu Mazen – Vogliamo uno stato moderno e civile libero da violenza ed estremismo, investire nella gente, nella tecnologia e istruzione non nella guerra”, sottolineando che i palestinesi rifiutano l’antisemitismo

“Oggi diciamo chiaramente che la pace non si può ottenere senza la giustizia, e non ci può essere giustizia se la Palestina non viene liberata”, ha quindi aggiunto il presidente palestinese, esortando tutti gli Stati che non l’hanno ancora fatto a riconoscere lo Stato di Palestina. Il leader dell’Anp ha ricordato poi che “abbiamo già riconosciuto l’esistenza di Israele nel 1988 e nel 1993 e continuiamo a riconoscere questo diritto”.

I rapporti con Trump e l’Occidente

Per ottenere questi risultati, che al momento appaiono quantomeno ambiziosi, il presidente dell’Autorità palestinese si è detto pronto a lavorare con Donald Trump, l’Arabia Saudita, la Francia e l’Onu per implementare un piano di pace.

Un discorso, lungo circa 20 minuti, accolto con un lungo e caloroso applauso dall’aula dell’Assemblea generale dell’Onu.

di: Redazione - 25 Settembre 2025

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