L'omicidio dell'attivista di destra

La lezione di Gianni Cuperlo alla destra alla commemorazione di Charlie Kirk

Il dibattito in aula per commemorare l’attivista americano diventa avanspettacolo. Poi interviene Cuperlo e racconta chi era l’eroe della destra

Politica - di Angela Nocioni

24 Settembre 2025 alle 15:00

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Alessandro Amorese FDI in occasione della commemorazione richiesta da FDI dell’attivista conservatore Usa Charlie Kirk. Camera dei Deputati a Roma, 
Foto Mauro Scrobogna / LaPresse
Alessandro Amorese FDI in occasione della commemorazione richiesta da FDI dell’attivista conservatore Usa Charlie Kirk. Camera dei Deputati a Roma, Foto Mauro Scrobogna / LaPresse

Altro che Fantozzi con le radioline. Tra gli scranni di Fratelli d’Italia in Parlamento c’è di meglio. Ore 14,31, tocca al deputato Fdi Amorese aprire la commemorazione di Kirk voluta da Giorgia Meloni alla Camera. Sono passate ventiquattr’ore scarse da uno sciopero generale che ha bloccato l’Italia. Due giorni dalla kermesse funebre del partito cristo-nazionalista negli Stati uniti in morte del 31enne Charlie Kirk, ucciso con un colpo di pistola al collo. La presidente del Consiglio, assetata di lezioni di propaganda trumpiana, non vuol perdersi neanche una goccia di quel sangue.

I complessi christian rock non ce l’ha, per ora. Ma c’é Amorese. Si alza un po’ incerto, tocca il microfono. Parte solenne: “Uomo, figlio, marito, padre, cristiano, conservatore. Ucciso perché aveva in mano questo: un microfono”. Si fa torvo, parla di chi secondo lui pensa che Kirk se l’è cercata. Dice che l’ideologo Magaadorava parlare con gli altri e confrontarsi e avrebbe parlato anche con loro”. Tuona: “Si vergognino. Perché sono stati docenti, sono stati i giornalisti, sono stati gli opinionisti che avrebbero dovuto dire il contrario, a prescindere da quello che diceva Charlie Kirk qualora l’avrebbero conosciuto”. Cercatevelo nella diretta video della Camera (14,32) quel “qualora l’avrebbero” perché amorevolmente il resoconto stenografico dell’Aula gliel’ha corretto.

Riparte epico Amorese: “Quei personaggi non conoscono concetti come la pietas romana, non conoscono la storia, Achille che riporta a Priamo il corpo di…”. Si blocca. Silenzio. Uno , due, tre secondi. Il corpo di chi? In empatica attesa si trattiene il fiato (oddio cora che dice). “Di Ettore” suggerisce Galeazzo Bignami seduto accanto. Fiuuuuuu: la Provvidenza, “Di Ettore – riprende contento Amorese – scusate, ma l’emozione è ampia”. Già. Ieri la giornata alla Camera l’ha svoltata Bignami alla Meloni. E’ stato lui a piazzare il colpo di mano in apertura di seduta pomeridiana per un attacco a freddo alle opposizioni in Aula. C’era la commemorazione voluta dal suo partito ma Bignami, con la scusa di chiedere un’informativa urgente sulle piazze di lunedì ha aperto così: “Crediamo sia bene precisare immediatamente qual è la posizione del gruppo di Fratelli d’Italia rispetto ai fatti avvenuti ieri. Lo facciamo affermando, senza alcuna remora, senza alcuna titubanza, senza alcuna esitazione, che va espressa con fermezza, con decisione e con tutta la determinazione possibile, la massima vicinanza e solidarietà alle nostre Forze dell’ordine”.

Continuerà così per molto. Si lancia Roberto Bagnasco per Forza Italia: “Ieri, oggi, domani, siamo solidali con le Forze dell’ordine. Le Forze dell’ordine. Si tratta di persone che, per un milione e 300, un milione e 400, un milione e 500 euro al mese”. (Gridolino in tribuna:  Ma ha detto euro? ho sentito bene?). Mulé caritatevole dal banco di presidenza d’Aula: “Onorevole Bagnasco, perdoni un secondo, perdoni un attimo…”Bagnasco: “Rischiano la loro pelle…”. Mulè: “Il microfono…” Bagnasco: “non so se li avete…”. Mulè non lo soccorre oltre: “Allora, se no, non ci capiamo. Per favore, mi dice se si associa alla richiesta di informativa urgente?” E lui, povero: “Ma l’ho detto! Quante volte ve lo devo dire? Se volete, posso anche urlarlo. Presidente, mi associo! Forza Italia si associa”. Poi dice che riconoscere la Palestina oggi vuol dire “riconoscere uno Stato che non esiste, guidato da un assassino guidato da terroristi” gli grida contro anche Laura Boldrini a microfono spento.

La sceneggiata su Kirk continua sempre sul canovaccio meloniano “ricordatevi le Brigate rosse”. Forza Italia prende cautamente le distanze dalla celebrazione del martire: “Per noi non era un simbolo”. Per fortuna Gianni Cuperlo:Dinanzi a quella bara il presidente degli Stati uniti ha detto “io odio i miei avversari”, ha aggiunto che Charlie Kirk era un simbolo della libertà. “Penso che Michelle Obama ha il cervello più piccolo di una donna bianca”, “se stuprano mia figlia io le dico devi tenerti il bambino. Ti piaccia o no devi, perché legge di Dio”, “la pena di morte io la metterei in televisione, che la vedessero i bambini”, “chi ha parlato così era un uomo che, come tutti in democrazia, aveva il diritto di pronunciare anche delle bestialità, ma chi ha parlato così non era un simbolo della libertà”.

24 Settembre 2025

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