Trovato il martire

Madre, cristiana e razzista: è la nuova religione nera, giù la maschera della destra italiana con Charlie Kirk

Dopo i funerali del giovane Maga assassinato, Meloni, Salvini e Tajani fanno a gara a contendersi l’eredità nazi del trumpiano. E Vannacci propone di insegnare a scuola l’inno della Decima Mas

Politica - di David Romoli

23 Settembre 2025 alle 08:00

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Foto Filippo Attili/Palazzo Chigi/LaPresse
Foto Filippo Attili/Palazzo Chigi/LaPresse

“Kirk siamo noi” i leader della destra italiana lo ripetevano dal momento stesso della tragedia. Nella domenica di Phoenix e di Fenix (la festa dei giovani FdI) lo hanno urlato ancora più forte. Ma se l’assassinato indica col suo messaggio la via, conviene chiedersi dove porti quella via e dunque quali obiettivi affermino come propri Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Roberto Vannacci.

Giorgia, modulando come d’abitudine aggressività e vittimismo, ha puntato soprattutto su Kirk come vittima della violenza politica uccisa per le sue idee. Siccome in Italia, fortunatamente, quel clima non c’è più da un pezzo e quando c’è stato si trattava di un quadro comunque molto diverso da quello dell’America di oggi, ha dovuto rispolverare una vittima di cinquant’anni fa, Sergio Ramelli. Il suo fu uno dei delitti più orrendi e odiosi di quegli anni, sia chiaro: ma quella barbara uccisione era parte di un clima quotidiano dal quale l’Italia di oggi è fortunatamente molto distante. Il generale Vannacci si è limitato a chiedere di diffondere il verbo del fondatore di Turning Point ovunque: “Nei palazzi dello sport, nelle scuole, nelle strade e delle piazze”.

Giusto per suggerire i contenuti del vangelo secondo Roberto, il generale suggerisce di insegnare in tutte le scuole “la storia eroica della X Mas”. “Noi siamo gli eredi di Kirk”, chiosa da Pontida un Salvini stranamente sobrio, forse anche per distanziarsi un po’ dai comizi sopra le righe del suo vicesegretario e generale e della sua alleata tornata per un attimo agli strilli dei bei tempi. Sull’evidenziare la distanza di Kirk dalla violenza la destra non ha torto ed era una puntualizzazione necessaria dal momento che in effetti l’influencer principe dei Maga non esortava alla violenza (ma i suoi eredi ora lo fanno apertamente) e ne sa qualcosa Stephen King che dopo averlo accusato a torto di aver invitato alla lapidazione dei gay è stato massacrato anche da molti suoi lettori e si è pubblicamente scusato col capo cosparso di cenere. Ma il problema non è solo la violenza. Kirk mirava a convincere e non a costringere ma il progetto che proponeva e che oggi la destra italiana giura di essere anche il proprio sarebbe davvero accettabile per partiti che comunque si proclamano tutti lontani anni luce dal fascismo? Le armi a portata di tutti, il divieto d’aborto anche per minorenni stuprate, il ritorno alla segregazione di fatto degli omosessuali, la convinzione che l’approdo ai diritti civili dei neri nel 1964 fosse stato “un grande errore”?

Il problema che la destra dovrebbe affrontare non è come portare questo ridente programma alla piena vittoria, se con mezzi democratici o meno. Il problema è o dovrebbe essere un programma che, in sé, non è compatibile con una visione democratica, progressista o conservatrice che sia. La grande adunata di Phoenix indica un altro equivoco di dimensioni ciclopiche. L’elemento che più risaltava in quella festa di partito in veste di commemorazione era una componente religiosa fanatica e intollerante letteralmente inaudita in Italia e nell’Europa occidentale da molti decenni. La retorica, le metafore, gli slogan, la stessa coreografi a non richiamavano i raduni di massa fascisti del secolo scorso ma le adunate di folle integraliste. I richiami a Gesù sono stati innumerevoli e continui. Ancor più che la costruzione del Martire si è trattato di una vera santificazione a furor di popolo e di governo.

La destra italiana, tutta, anche quella più moderata come Forza Italia, è certamente permeata da suggestioni simili: la famiglia tradizionale, la foga antiabortista che cova sottopelle, le radici cristiane, il muro contro la sostituzione etnica. Proprio ieri Salvini, che è il più vicino all’evangelismo fascista Maga ha ripetuto che gli islamici “non sono qui per integrarsi ma per sostituire e occupare” e giova segnalare anche appena due anni fa parole simili avrebbero fatto scandalo mentre oggi quasi non se ne accorge nessuno. Tuttavia la posizione della destra italiana ed europea è ancora sideralmente distante da quella della destra negli Usa. In cerca di crociate, Giorgia Meloni deve prendersela, a quasi sessant’anni di distanza, con il solito maledetto ‘68. A Phoenix erano a un passo dal lanciare la crociata contro il Maligno. Arrivata al governo tre anni fa la destra di Giorgia si è adoperata per legittimarsi come governo compiutamente democratico ed europeista. Non si è trattato di messa in scena ma anche di intervento profondo sul proprio dna. Ma ora l’onda trumpista e Maga rischia di riportare tutto alle origini e forse anche peggio

23 Settembre 2025

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