USA

Erika Kirk a capo di Turning Point dopo l’omicidio del marito Charlie: “Sarà la cosa più grande mai vista negli USA”

L'organizzazione di riferimento per giovani conservatori, che ha sostenuto Trump nella rielezione, ha sede in oltre 850 università. Miss Arizona, ex giocatrice di basket, imprenditrice, influencer, podcaster, due figli

Esteri - di Redazione Web

19 Settembre 2025 alle 13:10

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Vice President JD Vance, right, Second Lady Usha Vance, center, and Erika Kirk, holding a cross on a chain, deplane Air Force Two, carrying the body of Charlie Kirk, the CEO and co-founder of Turning Point USA who was shot and killed, Thursday, Sept. 11, 2025, in Phoenix. (AP Photo/Ross D. Franklin) Associated Press/LaPresse Only Italy
Vice President JD Vance, right, Second Lady Usha Vance, center, and Erika Kirk, holding a cross on a chain, deplane Air Force Two, carrying the body of Charlie Kirk, the CEO and co-founder of Turning Point USA who was shot and killed, Thursday, Sept. 11, 2025, in Phoenix. (AP Photo/Ross D. Franklin) Associated Press/LaPresse Only Italy

Lo aveva promesso: Erika Kirk raccoglie ufficialmente il testimone del marito Charlie Kirk, l’influencer e attivista dell’estrema destra statunitense ucciso in un omicidio in un campus universitario nello Utah. È stata nominata a capo di Turning Point USA, l’associazione fondata dal marito nel 2012, quando aveva 18 anni, diventata con il passare degli anni un punto di riferimento per giovani conservatori. Aveva appoggiato la campagna elettorale di Donald Trump.

Erika Frantzve ha 36 anni, è influencer, imprenditrice, modella, attrice, giocatrice di basket e podcaster. Laureata in Giurisprudenza in Studi Giuridici Americani, si definisce sul suo sito ” un’imprenditrice sociale determinata, una guida pastorale appassionata e una donna di profonda fede, la cui vita è stata plasmata dalle sue esperienze globali e dal suo incrollabile impegno per il raggiungimento di uno scopo”. È stata Miss Arizona nel 2012, ha fondato un marchio di moda Proclaim, anche questo ha a che fare con la moda, è stata agente immobiliare, si occupa di beneficenza e di attivismo. Con Kirk si erano sposati in Arizona nel 2021, cristiani evangelici, avevano avuto due figli di tre e un anno.

“Se pensavate che la missione di mio marito fosse potente prima, non avete idea. Non avete idea di cosa avete appena scatenato in tutto il Paese”, aveva detto subito dopo l’attentato. “Charlie, ti prometto che non lascerò mai morire la tua eredità, tesoro. Ti prometto che renderò Turning Point USA la cosa più grande che questa nazione abbia mai visto”. L’organizzazione ha sedi in oltre 850 università americane, periodicamente organizza dibattiti con politici, oratori, esperti. Erika Kirk aveva assicurato che il tour programmato “The American Comeback Tour” continuerà dopo l’omicidio. “Ci saranno ancora altri tour negli anni a venire”.

Si terrà domenica, a Phoenix in Arizona, l’Americafest, la conferenza annuale dell’organizzazione. “Sarà più grande che mai. Il programma radiofonico e podcast di cui era così orgoglioso continuerà” e “in un mondo pieno di caos, dubbi e incertezza, la voce di mio marito rimarrà e risuonerà più forte e chiara che mai, e la sua saggezza perdurerà”.

“Il Primo Emendamento protegge molti discorsi sgradevoli, ma se festeggi la morte di Charlie Kirk sei una persona disgustosa e non dovresti essere protetto dal licenziamento”, le parole del vicepresidente degli USA JD Vance, in un’intervista a Fox News, sulla possibilità di protezione dal licenziamento nel caso di esultanze per la morte di Kirk. “Se sei un professore universitario che beneficia dei soldi che vengono delle tasse degli americani, non dovresti celebrare la morte di Charlie Kirk e se lo fai forse dovresti perdere il lavoro, o la tua università dovrebbe subire un taglio ai finanziamenti”.

19 Settembre 2025

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