Stop alla delegazione AVS
Israele nega il visto a Bonelli e Fratoianni dopo la visita in Cisgiordania: “Netanyahu ferma chi critica la pulizia etnica”
“L’unica democrazia del Medio Oriente”, come l’amano definire i suoi fan italiani ed occidentali, nega a due parlamentari italiani l’ingresso nel Paese.
È la risposta arrivata dall’ambasciata di Israele a Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, i due leader di Alleanza Verdi-Sinistra. I due aveva guidato una delegazione del partito in Cisgiordania, dove si erano recati lo scorso aprile assieme al capogruppo Peppe De Cristofaro, il vicecapogruppo dei deputati Marco Grimaldi e Franco Mari, accompagnati anche da Luisa Morgantini, già vicepresidente del Parlamento Europeo e presidente di AssopacePalestina.
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Viaggio che evidentemente non è stato gradito dalle autorità israeliane che hanno revocato lo status a tutti i partecipanti. Lo status “per te è cambiato”, recita il messaggio con il quale viene “negata la possibilità di ingresso in Israele”, ha denunciato il deputato di Alleanza Verdi-Sinistra Nicola Fratoianni parlando con i giornalisti davanti alla Camera.
Anche Bonelli ha denunciato la revoca del visto pubblicando sui social il documento dell’ambasciata israeliana. “Israele ha revocato a me, e a tutta la delegazione parlamentare AVS, il visto per entrare in Israele, non potrò andare in Cisgiordania nei territori palestinesi. La democrazia di Netanhayu è questa – dice ancora il parlamentare di AVS -: fermare chi critica la pulizia etnica in corso o uccidere i giornalisti per impedire che sia documentato l’orrore a Gaza”.
Le posizioni di Bonelli, Fratoianni e AVS sono note: il partito che unisce sinistra ed ecologisti è stato tra i primi in Italia ad accusare Israele di compiere un “genocidio” nella Striscia di Gaza. Solamente nella giornata di mercoledì Bonelli parlava così di Israele e delle posizioni del governo italiano e della Commissione europea: “Il governo italiano si rifiuta di sanzionare i banditi del governo israeliano che, oltre a sterminare il popolo palestinese, rubano le loro terre per farne speculazioni immobiliari. È questa la realtà: mentre a Gaza si consuma un genocidio, l’Italia continua volta la testa dall’altra parte con posizioni vaghe e complici. Le sanzioni proposte dall’Unione Europea – scriveva Bonelli – sono già tardive e inadeguate, perché non toccano il commercio delle armi e gli insediamenti illegali. Come si fa a difendere un governo che vuole trasformare Gaza in una miniera d’oro immobiliare? Il ministro israeliano Smotrich ha gettato la maschera, vantandosi di aver già demolito la città per poi speculare sui terreni con il sostegno degli Stati Uniti. È inaccettabile che su una terra che gronda di sangue si facciano affari immobiliari, ed è vergognoso che il nostro Paese non sanzioni Israele”.