L'eredità del "re della moda"

Cosa prevedono i testamenti di Giorgio Armani, l’impero alla Fondazione: nel futuro vendita o quotazione in Borsa

Economia - di Redazione

12 Settembre 2025 alle 10:54

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Designer Giorgio Armani accepts applause at the end of the Emporio Armani men’s Spring Summer 2024 collection presented in Milan, Italy, Saturday, June 17, 2023. (AP Photo/Luca Bruno)
Designer Giorgio Armani accepts applause at the end of the Emporio Armani men’s Spring Summer 2024 collection presented in Milan, Italy, Saturday, June 17, 2023. (AP Photo/Luca Bruno)

Con la scomparsa del suo fondatore, la società Giorgio Armani potrà almeno parzialmente finire in mani straniere.

È quanto previsto dai due testamenti redatti dallo stilista piacentino, il “re della moda”, scomparso il 4 settembre scorso all’età di 91 anni.

L’impero costruito in 50 anni da Armani, come era emerso già nelle ore successive alla scomparsa del padre-padrone del gruppo, sarà gestito dalla Fondazione Giorgio Armani che lo stilista aveva appositamente creato negli anni scorsi.

In particolare alla Fondazione va il 100 per cento delle quote del Gruppo Giorgio Armani Spa: nello specifico il diritto di proprietà piena sul 9,9% e quello di “nuda proprietà” sul restante 90%. Su quest’ultima parte grava infatti, come spiega l’AdnKronos, un diritto di usufrutto assegnato a Pantaleo Dell’Orco, braccio destro dello stilista e suo compagno, ai nipoti di Armani e alla sorella Rosanna.

Sul totale della quote della società, Pantaleo Dell’Orco avrà quindi il diritto di usufrutto sul 30% delle quote e il 40% dei diritti di voto. I nipoti, Silvana Armani e Andrea Camerana, avranno diritti di voto pari al 15% mentre la Fondazione avrà diritti di voto pari al 30%. La maggioranza relativi dei diritti di voto spetterà dunque a Dell’Orco.

Sempre al suo compagno Dell’Orco andranno il 40% delle partecipazioni detenute da Armani in EssilorLuxottica, l’azienda italo-francese leader nel mondo degli occhiali e lenti di cui lo stilista deteneva circa il 2%, mentre il restante 60 per cento sarà destinato ai familiari.

Quindi la questione relativa alla vendita del gruppo, da attuare con uno schema in due fasi. La Fondazione Giorgio Armani avrà l’onere di “cedere in via prioritaria” ad uno tra Gruppo Lvmh, Gruppo EssilorLuxottica e Gruppo l’Oreal una partecipazione pari al 15% del capitale della società decorsi 12 mesi ed entro 18 mesi dalla data di apertura della successione, mentre “a decorrere dal terzo anno ed entro il quinto dalla data di apertura della successione” di cedere al medesimo acquirente del 15% un’ulteriore quota azionaria “per un minimo del 30%” del capitale e un massimo del 54,9%” o, in alternativa, deliberare “la quotazione della società su un mercato regolamentato”.

La fase eventuale, qualora non si realizzino queste condizioni, prevede la quotazione in Borsa. Anche qui con una tempistica precisa: non prima del terzo anno dall’apertura della successione, indicativamente il quinto, e comunque entro e non oltre l’ottavo anno dall’apertura della successione.

di: Redazione - 12 Settembre 2025

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