Morti e feriti nel Paese
Cosa sta succedendo in Nepal, le proteste di piazza dei giovani contro il governo: si dimettono presidente e primo ministro
Una crisi dalla difficile via d’uscita. È quella in corso da giorni in Nepal, Paese dell’Asia meridionale stretto tra la pianura del Gange indiano e la catena montuosa dell’Himalaya.
Proteste di massa esplose dopo che venerdì 5 settembre il governo di Katmandu ha annunciato il blocco nel Paese di 26 tra siti e social network (compresi Facebook, Youtube e Instagram) perché, come da motivazione ufficiale, non registrati come richiesto dalle leggi del Paese presso il ministero delle Comunicazioni per ottenere una licenza, segnalando una persona locale che gestisca i problemi che possono emergere in relazione alle loro attività.
Una scelta motivata con l’obiettivo di limitare criminalità, odio online e diffusione di notizie false: per le migliaia di persone scese in strada, in particolare giovani e studenti, si tratterebbe in realtà di un modo per limitare le libertà individuali e reprimere il dissenso, ma le proteste si sono allargate contestando la corruzione e il nepotismo ai vertici del Paese.
“Proteste della Gen Z”, come sono state chiamate perché vedono protagonisti giovani nati tra il 1997 e il 2012, che si sono allargate e sono esplose tra lunedì e martedì: la polizia ha reagito duramente e negli scontri sono morti oltre 20 manifestanti, di cui 17 solamente nella capitale Katmandu. È qui che martedì, nonostante le dimissioni del primo ministro Khadga Prasad Sharma Oli, leader del Partito Comunista del Nepal, e del presidente Ram Chandra Paudel, e la rimozione del blocco ai siti e social annunciata dal ministero della Comunicazione, i manifestanti hanno assaltato il complesso del Parlamento, il Singha Durbar palace, dandogli fuoco.
🇳🇵‼️ | URGENTE: CAE EL RÉGIMEN COMUNISTA EN NEPAL.
Los ciudadanos han tomado los edificios gubernamentales. El PM Sharma Oli ha huido en helicóptero.
— Agustín Antonetti (@agusantonetti) September 9, 2025
Il presidente dimissionario è stato evacuato in elicottero verso Shivapuri, nella parte settentrionale della valle di Kathmandu, dove si trova un centro di addestramento militare, per garantirne l’incolumità
Negli scontri sono stati incendiati anche la sede di uno dei partiti della coalizione di governo, la sede del più grande gruppo editoriale del Paese, il Kantikur Publications, e le case di vari politici, fra cui quella del primo ministro e dell’ex primo ministro Jhalanath Khanal: le fiamme hanno provocato la morte della moglie di quest’ultimo, ustionata gravemente dal fuoco.
Nepal Finance Minister chased through the streets, kicked
The protests, which began on Monday with demands that the government lift a ban on social media and tackle corruption reignited after 14 teens were killed by the police.
— Defiant L’s (@DefiantLs) September 9, 2025
Nel corso delle proteste i manifestanti sono riusciti anche a fare irruzione nel carcere di Nakkhu per liberare Rabi Lamichhane, leader del partito nazionale indipendente: si trovava in prigione dal 4 aprile scorso perché coinvolto in una inchiesta per appropriazione indebita di fondi di cooperative.