Verso il vertice in Alaska
Ucraina: spiraglio per la pace, le trattative sulla linea del fronte e le terre occupate dalla Russia
Uno stop ai combattimenti oggi sembra possibile con i negoziati sul congelamento del fronte, ma la Russia intensifica gli attacchi in attesa dell’incontro Trump-Putin
Esteri - di Umberto De Giovannangeli
Per ora è uno spiraglio, da cui però potrebbe aprirsi il varco di una pace possibile. L’Ucraina potrebbe accettare di interrompere i combattimenti mantenendo la linea del fronte attuale, permettendo alla Russia di conservare le aree già occupate nelle regioni di Luhansk, Donetsk, Zaporizhzhia, Kherson e nella penisola di Crimea. Lo riporta il quotidiano britannico The Telegraph, citando fonti diplomatiche europee, alla vigilia del vertice tra i presidenti statunitense e russo, Donald Trump e Vladimir Putin, previsto per venerdì in Alaska. Fonti occidentali interpellate dal giornale britannico hanno descritto un fine settimana di intense consultazioni tra Kiev e le capitali europee, con l’obiettivo di respingere qualsiasi proposta che preveda ulteriori cessioni di territorio ucraino, accettando però il congelamento della situazione attuale. L’Ucraina, secondo le stesse fonti, porrebbe come condizione garanzie di sicurezza sotto forma di forniture di armi e un percorso verso l’adesione alla Nato.
Il primo ministro polacco Donald Tusk ha ribadito che «i confini statali non possono essere modificati con la forza» e che «la guerra della Russia contro l’Ucraina non deve portare vantaggi all’aggressore». Dichiarazioni simili sono arrivate dal presidente francese Emmanuel Macron e dal cancelliere tedesco Friedrich Merz. Una dichiarazione congiunta di Francia, Italia, Regno Unito, Polonia, Finlandia e Commissione europea indica l’attuale linea di contatto come punto di partenza per i negoziati. Oggi in mattinata Trump e il vicepresidente J.D. Vance incontreranno in video conferenza il presidente ucraino e i leader europei. Questi ultimi insieme a Zelensky terranno una prima chiamata tra loro, seguita da una seconda chiamata che includerà Trump e Vance. Successivamente, si terrà una terza chiamata, che probabilmente includerà Zelensky e i rappresentanti di una coalizione di paesi che sostengono l’Ucraina, tra questi anche Regno Unito e Canada. Non si prevede che Trump e Vance partecipino alla terza chiamata.
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«Una pace giusta e duratura che porti stabilità e sicurezza deve rispettare il diritto internazionale, compresi i principi di indipendenza, sovranità, integrità territoriale e l’inviolabilità dei confini internazionali. Il percorso verso la pace in Ucraina non può essere deciso senza l’Ucraina. Negoziati significativi possono aver luogo solo nel contesto di un cessate il fuoco o di una riduzione delle ostilità». È quanto affermano i leader dell’Ue in una dichiarazione congiunta, concordata l’altra notte dal presidente del Consiglio europeo e da tutti i Paesi membri, ad eccezione dell’Ungheria. «Noi, i leader dell’Unione europea, accogliamo con favore gli sforzi del presidente Trump volti a porre fine alla guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina e a conseguire una pace e una sicurezza giuste e durature per l’Ucraina. L’Unione europea, in coordinamento con gli Stati Uniti e altri partner che condividono gli stessi principi, continuerà a fornire sostegno politico, finanziario, economico, umanitario, militare e diplomatico all’Ucraina, che sta esercitando il suo diritto intrinseco all’autodifesa. Continuerà inoltre a sostenere e ad applicare misure restrittive nei confronti della Federazione russa», si legge nella dichiarazione congiunta.
Continuano gli attacchi in Ucraina
Le schermaglie diplomatiche non fermano la guerra. Le forze militari russe hanno compiuto un’improvvisa avanzata nell’Ucraina orientale, nei pressi della città mineraria di Dobropillia, una mossa che – secondo la Reuters – potrebbe essere mirata ad aumentare la pressione su Kiev affinché, in vista del summit di venerdì in Alaska tra i presidenti di Stati Uniti e Russia, ceda i suoi territori. Secondo quanto mostra la mappa di guerra ucraina di DeepState – scrive l’agenzia di stampa britannica – le forze russe sono avanzate di almeno 10 km a nord in due direzioni negli ultimi giorni, allo scopo di assumere il pieno controllo della regione ucraina di Donetsk.
I militari russi hanno conquistato almeno nove insediamenti vicino a Dobropillia, 22 chilometri a nord di Pokrovsk, e stanno avanzando dal nord, est e sud, usando unità di fanteria di piccole dimensioni e la ricognizione dei droni per portare al limite le difese ucraine. Pokrovsk è uno snodo strategico dei trasporti fra il Donetsk e Kramatorsk e la regione di Dnipropetrovsk. Nell’attacco sono rimasti uccisi due civili ucraini. «Vediamo che l’esercito russo non si sta preparando a porre fine alla guerra. Al contrario, sta compiendo movimenti che indicano la preparazione per nuove operazioni offensive». Lo ha detto Volodymyr Zelensky in un post su X. In attesa del vertice di Ferragosto, in Ucraina si è consumato il 1265° giorno di guerra.